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martedì 20 febbraio 2007

Scozia, winter meeting BMC

Invitato al meeting internazionale organizzato dal BMC, una settimana a conoscere l'arrampicata su misto del Ben Nevis e dei Cairgorms, inframmezzata da due giorni di bouldering in riva al mare.

Inverness

sabato 20 gennaio 2007

Saint Exupery, via "Kearney-Harrington"

L'ultima settimana a Chaltén porta già i pensieri di casa ma il maltempo persistente concede un'ultima possibilità il 18 gennaio e nei giorni a seguire. Marcello ha problemi ai tendini della gamba, ricordo della discesa dal Cerro Torre, e mentre penso ad una salita solitaria in velocità, mi si offre la possibilità di provare in cordata con l'argentino Lucas una via sull'Aguja Saint Exupery.
Nel tardo pomeriggio partenza dal camping Madsen di Chaltén e salita rapida al Bivacco dei Polacchi situato sotto le pareti, luogo dove l'argentino aveva un deposito di materiale.
Alle 3 di notte ci muoviamo in compagnia di Nico (Brasile) e Kike (Spagna) e all'attacco della via "Chiaro di Luna" (Giordani-Manfrini-Valentini 1987) incontriamo altre due cordate americane. Nico e Kike, prima intenzionati a provare quest'ultima via, cambiano idea e decidono di unirsi a me e Lucas sulla via "Kearney-Harrington" (1988) della parete Nordovest.
In circa 5 ore scaliamo fino a raggiungere la spalla dove la via si immette sullo Sperone Est (via Buscaini-Candot-Metzeltin-Romani-Sinigoi, 1968). Ancora 3 ore per gli ultimi tiri piuttosto innevati e alle 15 siamo in cima alla Saint Exupery dopo aver salito 700 metri di via, 15 tiri con difficoltà fino al 6b, misto e un passo di A1.
La "cumbre" di una montagna è sempre un bel regalo patagonico dopo tutte queste attese e tentativi. Con il solito maltempo in rapido arrivo ci caliamo lungo la via di salita rientrando al bivacco alle ultime luci del giorno e gustandoci una ventosissima cena sotto il grande masso del bivacco.
Due giorni dopo infine il rientro in Italia, e la fine di un'altra movimentata ma bellissima vacanza!

Intervista su montagna.tv

Fitz Roy, Poincenot, Saint Exupery e Aguja de l'S

domenica 14 gennaio 2007

Tentativo al Fitz Roy con Carolina

Dopo un'altra settimana di brutto tempo si annuncia una nuova tregua che vuole anche dire nuove idee. Marcello se ne va a ritentare il Cerro Torre dalla via Maestri, insieme all'amico argentino Lucas Corbalan. Io e la mia "vecchia amica" la dottoressa di Chalten, Carolina Codo, saliamo invece al Passo Superiore per tentare l'indomani il Fitz Roy, per la via "Franco-Argentina".
Nella notte in alto soffia molto vento ma dalle cueve di neve partono comunque una decina di cordate dirette al Fitz Roy, al Cerro Poincenot e alla Guillaumet. Sotto la Brecha de los Italianos alcune cordate cominciano però a scendere prima dell'alba: neve alta e avvisaglie di maltempo. Altre perseverano verso l'attacco della via e cominciano a salire il canale di misto che porta alla Brecha. Noi pensiamo per un attimo di spostare le nostre mire verso il Poincenot ma quando vediamo ritornare indietro il forte team degli svizzeri (Simon Anthamatten e C.), decidiamo di abbandonare il tentativo.
Il giorno stesso solo un team italiano di tre alpinisti (Paolo Calzà e C) riuscirà a scalare il Fitz Roy con un freddo bivacco lungo la via "Franco-Argentina". Un bel premio alla tenacia e alla determinazione!
Per Marcello, Lucas e i fratelli spagnoli Iker e Eneko Pou invece, tutti pronti al Bivacco Norvegese sotto il Cerro Torre, svanisce l'idea di attaccare il Torre sia per le incerte condizioni del meteo sia per le cattive condizioni della via "Maestri" che ancora non era stata salita da nessuna cordata nella stagione in corso.

Intervista su montagna.tv

sabato 6 gennaio 2007

Cerro Torre, tentativo parete Ovest

Con Marcello Cominetti, appena rientrato dai suoi impegni famigliari qui in Argentina, partiamo il 4 gennaio da Chalten e in due lunghi giorni di tempo bellissimo e caldo approdiamo nel favoloso Circo de Los Altares, dopo aver attraversato il Passo Marconi e percorso una decina di chilometri sullo Hielo Continental trainando la slitta e il carico con noi.
Il 6 gennaio è ancora bello e caldo.
Dalla tendina che abbiamo montato al Filo Rosso ci muoviamo nella prima mattinata con l'intenzione di raggiungere il Colle della Speranza ed il giorno dopo tentare la vetta del Torre. Dopo i nevai iniziali e la sezione di misto che porta all'ultimo canale sotto il colle, l'arrivo del sole vuol dire però l'inizio di scariche di neve e ghiaccio da tutte le pareti. Ci spostiamo rapidamente su una crestina rocciosa al riparo dalle slavine e trascorriamo così tutta la giornata impossibilitati dal muoverci da lì.
Un caldo incredibile, intorno ai 30 gradi e senza un alito di vento, decisamente non la migliore condizione per tentare una via di ghiaccio.
La decisione di scendere il giorno dopo è già presa, siamo in ritardo di un giorno sulle condizioni che potevano consentire una salita di una via di ghiaccio come questa.
Passiamo la notte sulla crestina ed alle prime luci del mattino ci caliamo lungo la via percorsa fino a qui ritornando al Filo Rosso e imboccando la via del rientro lungo lo Hielo Continental. Un'ultima notte nel confortevole rifugio cileno del Passo Marconi e la sera dell'8 gennaio siamo alla Piedra del Fraile, piuttosto affaticati da questa non-stop di 4 giorni.

Intervista su montagna.tv

Con Gerlinde Kalterbrunner ed il suo compagno Ralf Dujmovits 
 al ponte sul Rio Electrico, Horacio ci ha prestato la sua mitica macchina

sabato 30 dicembre 2006

Patagonia: Guillaumet e Giro del Huemul, con Noemi

Negli ultimi giorni di dicembre finalmente il primo squarcio di sereno e, con Marcello temporaneamente in trasferta nel Nord dell'Argentina, ne approfitto per tentare una salita di "assaggio" con Noemi Necker, una simpatica ragazza svizzera in viaggio "sabbatico" (è un architetto a cui è venuta la "tendinite da mouse"), incontrata pochi giorni prima al Rancho Grande.
Un bivacco in tendina sotto il Passo del Quadrado e partenza nella notte verso una delle vie di ghiaccio del versante Est dell'Aguja Guillaumet. Un tentativo che si ferma però in tarda mattinata nei pressi della crepaccia terminale, a causa della grande e pericolosa quantità di neve presente, e pochi minuti dopo, per confermarci la scelta di desistere, il classico e veloce ritorno del maltempo.

Noemi prova l'attrezzatura di Marcello prima di tentare la Guillaumet

mercoledì 1 novembre 2006

Calabria Rock 2006

Organizzato il meeting dagli amici Bruno Vitale e Luigi Filocamo, una folta e simpaticissima banda romana scende sulla costa ionica della Calabria a chiodare falesie e nuove vie sulle pareti sopra Stilo.

Le pareti del Monte Consolino, sopra il paese di Stilo

giovedì 31 agosto 2006

Val Merdarola

Tra le meno conosciute zone di arrampicata nel Masino, a parte la bella "Waiting List" alla Punta Fiorelli che negli ultimi anni è diventata una classica.
Alcune foto delle varie incursioni nella valle.

Punta Fiorelli e Punta Medaccio.
Da sinistra "Waiting list", "Quattro salti in padella",
"Volver", "Il triangolo d'oro" e "Aguas y placas"


mercoledì 30 agosto 2006

Sasso Nero, Bernina, vie nuove

Mi è sempre piaciuto il Sasso Nero, un insieme di quinte e torri rocciose sempre di ottima roccia e sempre lontano dalla civiltà. Nel corso degli anni diverse vie nuove, tutte in stile tradizionale e con diversi compagni.

I pilastri della parete Est, sullo sfondo il Monte Disgrazia

lunedì 31 luglio 2006

Cima Viola, "Viola bacia tutti" - prima ascensione

Primo atto nel 2004, con Popi Miotti e Christian Gianatti. Tracciare la via centrale e diretta su questa enorme parete, dove Popi ne era stato il primo salitore nel 1977 (via del "Ritorno alle origini").
Siamo ad ottobre e dopo il lungo avvicinamento saliamo nel pomeriggio 3 tiri di corda, poi bivacchiamo alla base e la pioggerella notturna ci fa cambiare idea per il giorno dopo... si torna a valle.

Due anni più tardi torniamo ancora qui, non prima di aver avvisato al telefono Popi che senza problemi ci lascia andare senza di lui.
Con il local grosino Giuliano Bordoni e Rossano Libera attacchiamo più a sinistra rispetto al precedente tentativo ed in 2 giorni di scalata, bivaccando a due terzi di parete, saliamo in arrampicata libera seguendo tutte le linee logiche del muro roccioso. Ne esce una bellissima via di stampo alpinistico, senza spit e senza forzature.

La parete ancora in lontananza

martedì 25 luglio 2006

Quota 3007, "Ferro e Sungia", via nuova

In Val del Ferro con Anna e Giovanna, con chiodi per aprire vie e l'occhio che vaga a cercare qualcosa di invitante. Lo troviamo su una parete a monte del Bivacco Molteni, quasi attaccata alla cima principale del Ferro. Saliamo velocemente con qualche passo delicato in basso, dove la via è più verticale, finendo con alcuni tiri su placche più facili, in totale 300 metri di via.
Il nome è un riferimento a quello che è appena successo giù sotto sui sassi della Val di Mello.

Val del Ferro, Quota 3007, "Ferro e Sungia"

giovedì 20 luglio 2006

Pizzo Cengalo, parete Est, vie nuove

La parete più alta della Val Porcellizzo è un bellissimo insieme di torri e pilastri separati da canalacci pericolosi dove salivano le vecchie vie. Dal 1992 al 2006 qui ho sempre scoperto qualcosa di nuovo che ci ha regalato delle belle vie, alcune diventate famose e ripetute (le fessure di "Dalai Lama" e la spittata "Don Carlos"), altre più avventurose e aperte per il puro piacere di esplorare ("Dalla via", "Gran Diedro", "Velociraptor").

Da sin. "Don Carlos" (1997), "Velociraptor" (2006),
"Gran Diedro" (1992), "Dalai Lama" (1992), "Dalla via" (1995)

domenica 2 luglio 2006

Da solo sul Pizzo Badile, le vie

1991, senza corda e "a vista" su "Neverland" alla parete Nordest
(foto di Abbondio Spinelli, nella cordata che stava salendo la stessa via)

sabato 1 luglio 2006

Picco Luigi Amedeo, "Tutto Vero", prima salita

Già nel 1990 eravamo sul Picco per una via nuova, nel lato destro della parete avevo individuato una linea continua di fessure che portavano fino in cima. Con Adriano (Marini) e Oscar (Meloni) riuscimmo a salire per 3 tiri poi Oscar volò in fondo al tetto del terzo tiro e decidemmo di calarci.
La linea rimase lì, anni dopo anche Igor Koller e Dino Kuran la lasciarono stare, preferendo aprire la meno indipendente linea di "Denti del granito", che interseca a metà la via di Carnati e Bianchi.

All'Hotel Picco con Adriano
Il primo tiro 16 anni prima