domenica 8 dicembre 1996

Aguja Guillaumet, Sperone NW integrale, solo

Non è possibile riposare quando c’è il sole. Proprio no, almeno qui.
In un clima di felicità ed appagamento (mi sono liberato subito del Piergiorgio!) ho pensato al colpaccio di una solitaria. Parto alle quattro di mattina, in compagnia di Dante e di Aldo Leviti, guida alpina trentina che si è aggregata alla nostra spedizione. Loro salgono veloci, troppo veloci per le mie gambe stanche dai giorni precedenti. Li saluto poco sotto il Passo del Quadrado ed auguro loro buona fortuna per il tentativo al Fitz Roy. Io mi dirigo verso una forcella rocciosa dove comincia lo Sperone Nordovest dell’Aguja Guillaumet. Alle 8 e 30 sono pronto per scalare, armato di tutto ciò che mi servirà per 1000 metri di creste, nevai, rocce ghiacciate e rocce difficili. In circa due ore supero la variante aperta da Maurizio nel 1990, primo tratto di sperone che in alto si unisce alla via “Fonrouge”. Per ora tutto ok, a parte la fatica di dover arrampicare slegato sul quinto grado superiore, con zaino sulle spalle e piccozza all’imbragatura. Dopo un tratto di misto e diversi tiri di ottimo granito fessurato, mi appare la difficile sezione sommitale. Tiro fuori la corda, il materiale per autoassicurarmi e parto per il diedro più impegnativo della via, una lughezza da salire in artificiale. Salgo titubante, pronto per attaccarmi ai chiodi ed ai friends che posiziono ogni due metri. Ma questo non succede! Alla fine sono servite a qualcosa tutte quelle fessure ad incastro negli Stati Uniti!
Dopo il diedro proseguo slegato, anche lungo una fessura mezza ghiacciata di sesto grado. Sono ora sullo spigolo sommitale e velocemente mi godo gli ultimi tiri di caldo granito che separano la parete dal nevaio della cima. Lascio tutto qui, prendo piccozza e ramponi e, mezz’ora più tardi, mi ritrovo sul punto più alto di questa montagna. L’euforia è alle stelle quando urlo “CUUUUUMBREEEEEEE” e cerco di salire in equilibrio sul punto più alto del blocco roccioso sommitale. Mi rilasso un po' e scoprirò solo più tardi tutti i casini che possono dare le corde incastrate durante la lunga discesa in corda doppia, da solo...

Lo Sperone NW dal Passo del Quadrado sale fino alla vetta della Guillaumet

giovedì 5 dicembre 1996

Cerro Piergiorgio, "Esperando la cumbre", prima salita

Seconda volta in Patagonia e torno con Maurizio Giordani per finire "Gringos Locos" dopo che avevamo lasciato tutte le corde fisse in parete. C'è con noi anche Dante Barlascini, già soprannominato "il suicida" poichè si è offerto di essere il primo a salire sulle vecchie corde. Il problema non si pone in quanto alla base della parete vediamo che le corde fisse sono state distrutte dal vento e dall'inverno patagonico.
Non avendo materiale con noi per ricominciare da capo "Gringos Locos", lasciamo Dante con Aldo Leviti (tenteranno la "Supercanaleta" del Fitz Roy) e con Maurizio salgo sempre sul Cerro Piergiorgio una nuova linea nella goulotte del lato sinistro della Nordovest e lo sperone di roccia e misto che la divide dal versante opposto.

Primo giorno, nella goulotte