venerdì 17 febbraio 1995

Valgrisenche, Cascata di Planaval, prima salita

Il primo incontro con il maestro del ghiaccio Patrick Gabarrou, chiamato dal local Ezio Marlier che ospita me e Nicolò Berzi in queste trasferte ghiacciatorie valdostane, vuol dire subito una prima ascensione di spessore in terra occidentale.
Sotto una fitta nevicata, in due cordate risolviamo l'ancora inscalato cascatone sopra Planaval.
Il giorno dopo, sempre con Gabarrou ma senza Ezio, saliamo nel lato opposto della valle una linea molto bella ma più semplice, che chiamiamo "Le professeur de la glace" (dedicata al Gab).

In alto, la Cascata di Planaval
Ezio attacca il primo muro
Tornati in paese: Berzi, Gabarrou, me e Marlier

Cascata di Planaval
Esposizione: sud est
Prima salita: P. Gabarrou, E. Marlier, N. Berzi, G. Maspes, nel 1995
Dislivello: 130 m
Difficoltà: IV, 5+ ED+

Questa cascata è un'attrazione estiva per lo spettacolare salto di acqua nel vuoto, ed è riprodotta su cartoline. Ha rappresentato per molti anni un vero problema tecnico. Gian Carlo Grassi aveva più volte tentato la salita, attirato dalla sua splendida struttura. Il problema consiste nell'esposizione a sud della colata e nella presenza di numerose piccole stalattiti sospese, che con il sole tendono a precipitare come proiettili. E’ necessario quindi scegliere giornate di cielo coperto e temperature decisamente basse. Questa colata è una salita rara, che i ghiacciatori più preparati non devono perdere.

Accesso: la Valgrisenche è una delle valli laterali del versante meridiononale della Valle d'Aosta. Da Aosta si prosegue lungo la ss 26 per Courmayeur fino all'abitato di Arvier. Quindi si imbocca a sinistra la strada che, passando accanto alla falesia di La Revoire porta nel cuore della Valgrisenche. Dopo i primi tornanti la strada si fa più ampia e agevole, conducendo dopo un lungo tratto quasi pianeggiante al bivio per Planaval, dove l'imponente cascata è già visibile. Si parcheggia davanti al bar di Planaval, quindi si raggiunge la cascata in circa 30 min lungo i pendii nevosi che si alzano alle spalle delle abitazioni.

Salita: la struttura è molto impressionante e comincia subito con una bella candela staccata, preludio alle difficoltà.

L1: si sale la colonna di sinistra, in genere più solida, e si continua per il muro sovrastante un poco a destra, fino a una piccola cengia ghiacciata (50 m, 90° poi 80°).
L2: diritti sopra la cengia, poi verso sinistra e quindi di nuovo diritti tra le stalattiti e i cavolfiori di ghiaccio, fino a una nicchia sotto un tetto roccioso (45 m, 90° e 95°).
L3: si esce a destra dalla nicchia e, tra i grandi cavolfiori strapiombanti, si guadagna un ripiano dove si sosta (40 m, 90°).
L4: si traversa a sinistra e si raggiungono i pendii sommitali con difficoltà progressivamente decrescenti (40 m, 90°).

Discesa: dalla sommità si traversa (faccia a monte) verso destra, trovando in breve una comoda mulattiera che riporta velocemente alle abitazioni di Planaval.

Una foto trovata in rete con la versione estiva della cascata

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