domenica 3 febbraio 2002

Musella, prima salita del Pollice, invernale "Spigolo Asimmetrico"

Il Pollice di Musella e il Sasso Moro
Due giorni dopo l’avventura sul Gluschaint il meteo impone più deciso la sua alta pressione che significa caldo e cielo blu. Venerdì, mentre riposo le gambe ancora affaticate dalla salita di due giorni prima, sono davanti al computer per inventarmi qualcosa per il week-end e mi torna subito in mente la zona delle Cime di Musella: belle pareti pulite, roccia buona, avvicinamento relativamente comodo, esposizione meridionale e tanti ingredienti appetibili per costruire la nostra due giorni invernale nei dintorni del Rifugio Carate. 
Quale onore poi l’aver fatto alzare dalla sedia il “buon vecchio” Giuseppe Miotti, colui che conosce il Bernina forse più di ogni altro e che a questo gruppo ha dedicato un’esauriente guida CAI-TCI che ho sempre accanto a me quando sto fantasticando le prossime scalate. Per alleggerire gli zaini quel po’ che basta si aggrega anche Marco Colombo, voglioso di belle scalate invernali ma non troppo fredde e complicate, che lo possano staccare dalla noia e dal grigiore della Brianza. Mancando la neve per gran parte dell’avvicinamento, rimango in scarpe da ginnastica per tutta la salita da Campo Moro fin sotto il primo obiettivo di oggi. Già che siamo vicini al rifugio e non è troppo tardi, Miotti estrae dal cilindro dei suoi vecchi progetti una parete brulla che se ne sta adagiata sulla destra del sentiero. Nulla di particolarmente invitante a guardarla, però attraente per noi dal punto di vista esplorativo. Il muro roccioso non si smentisce troppo e con Miotti capocordata, giacché ha deciso di non portare il casco e rischierebbe troppo se qualcuno davanti gli tirasse giù qualche pezzo di roccia un po’ friabile, se ne va un caldissimo pomeriggio per salire questi 300 metri di serpentino rotto che fortunatamente migliora un po’ verso la cima… Scendiamo sul versante opposto di questo Pollice di Musella e con un po’ di invidia guardo gli scarponi dei miei compagni. Io sono ancora con le scarpe da ginnastica e non avevo pensato agli accumuli nevosi dei versanti Nord che mi rinfrescano i piedi…
Verso sera siamo tutti e tre nella graziosa cameretta che funge da locale invernale del Rifugio Carate, iniziando un'opera di fusione della neve che ci darà da bere tutto quello che il caldo di oggi ci ha prosciugato. Scherziamo sul fatto di essere qui a febbraio a quasi 3000 metri e di patire la sete…

La mattina successiva la dedichiamo alle Cime di Musella e dopo un rapido avvicinamento siamo all’inizio dello spigolo roccioso salito per la prima volta da Mario Vannuccini e Celio Giatti, un pilastro denominato come “Spigolo Asimmetrico”. La quota maggiore rispetto a ieri ci fa anche toccare un po’ di neve sulle cenge mentre ripetiamo questa via dai sapori un po’ pioneristici. Una salita classica su roccia discreta, nel rossore di queste pareti a torto poco frequentate e che in futuro sicuramente riserveranno tante sorprese per chi vorrà cimentarsi con i lisci muri verticali che abbiamo sulla destra. Ci bastano tre ore di allegra arrampicata per arrivare alla fine della via, sotto il salto finale che i primi salitori avevano deciso di non salire. Per qualche minuto mi stuzzica l’idea di proseguire fino alla vera vetta e scendere sul versante opposto con le mie scarpe da ginnastica che ho nello zaino. I compagni invece hanno gli scarponi giù all’inizio della via, quindi non allietati dalla prospettiva di una buona ora di marcia nella neve con le scarpette d’arrampicata ai piedi… 
Ci spostiamo quindi nel canale di discesa, attrezzando corde doppie e abbandonando qualche chiodo per riguadagnare la base della parete stando bene attenti a non tirarci giù qualche grosso masso (succederà solo sul prato alla base della via, fortunatamente senza grossi danni…). Nella successiva discesa verso la meritata birra a Campo Franscia ho ancora tempo per riflettere su questa intensa settimana di scalate di ghiaccio e roccia. Sicuramente ricorderò il caldo, la mancanza di neve e le mie scarpe da ginnastica che mi hanno fatto dimenticare gli scarponi attaccati allo zaino. Una domanda infine: “ma dov’è finito l’inverno?”.

Popi comincia la scalata sul Pollice di Musella

Sullo "Spigolo Asimmetrico" alle Cime di Musella

  
  

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