Un poderoso pilastro di placche su una delle cime che fanno da contorno al Cavalcorto, diventato famoso per la via "Delta Minox" di Tarcisio Fazzini e Norberto Riva, sicuramente una delle più ardite e belle vie di placca delle Alpi Centrali. La ripetei solo una volta negli anni appena dopo l'apertura, insieme a Luciano Barbieri; oggi è stata anche richiodata (solo sostituzione di spit) per il volere degli amici e famigliari di Tarcisio ma mantiene inalterato il suo fascino di via temuta, con protezioni distanti e passi obbligatori.
Sullo stesso pilastro torno qualche anno dopo in un caldo inverno, per ripetere da solo la neonata "Scarpette Chicco".
SCARPETTE CHICCO (Vago-Maccario-Pili-Calori 1996) - 400 m - 7a/A1 (6b+ obbl.)
prima ripetizione solitaria, 8 marzo 1997 in 5 ore circa, fino al 10 tiro e da qui giunzione con la via “Chi si Ferma è perduto”. Autoassicurazione su tutte le lunghezze.
Condizioni ottime, molta neve nell’avvicinamento (bivacco nel grottino alla spalla prima della parete), clima “estivo” lungo la via.
Per questi itinerari su pareti esposte a Sud e a questa quota di “media montagna” (2000-2500 metri), è difficile parlare di “invernali” nel vero senso della parola.
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Scingino e Cavalcorto in veste pseudo-invernale |