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Visualizzazione post con etichetta Winter climbing. Mostra tutti i post
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mercoledì 21 marzo 2012

"Le pozze di Panzina", video golismo

Le tecniche del golismo invernale nelle gole del Cormor in Valmalenco e su una gola-cascata davanti a Tresenda in bassa Valtellina.
Con Marco Panzina Salvetti, Ale Schenatti e Davide Spini.

mercoledì 14 marzo 2012

L'inverno più caldo degli ultimi anni

Così com'era cominciato nella calura (vedi la gita di inizio inverno) è ora quasi al termine l'inverno anomalo in cui abbiamo sentito freddo reale solo per due settimane a febbraio.
Quando si rischiava di scalare in t-shirt sulle pareti a Sud, la ricerca di ingaggio passava ai versanti Nord e sulle vie di misto che chiamano una prima salita ma che richiedono anche il momento perfetto per essere risolte. Ed anche qui il caldo è stato un problema non indifferente sia negli avvicinamenti che nei tentativi. Sulla svizzera Nord del Canciano passo da un sopralluogo promettente ad un tentativo solitario fermatosi ancora una volta all'attacco, come qualche anno fa in compagnia di Giovanni Ongaro. 
Pochi giorni dopo nelle Orobie ancora a dare un occhio al Pizzo del Salto e il Pizzo dell'Omo... ma il caldo si rialza ancora a livelli estivi e lascio perdere per colpa di quel pendio di neve che la sovrasta: se viene giù qualcosa tutto finisce in quella gola (cit.). 
Nei pomeriggi di bouldering finiamo in Val di Mello e ci accorgiamo che se scaliamo tutti a torso nudo qualcosa di anomalo quest'inverno c'è stato.

Bernina, Pizzo Canciano, parete Nord.
Il settore mai salito a dx dell'unica via presente sulla parete, "Habanero",
salita dal poschiavino Godenzi e Rada appena prima dell'inizio dell'inverno.

mercoledì 28 dicembre 2011

Torre Bering, Val di Toate

Una vecchia via del Guerini con difficoltà classiche, in un angolo lontano ma ben visibile in alto sopra la strada statale tra Morbegno e Talamona. Non ci siamo mai stati così con Anna ne approfittiamo per un giro pseudo-invernale. Se in autunno sembrava ancora estate, anche in inverno fino ad ora sembra ancora autunno. Partiamo di notte dal parcheggio sopra Poira e dopo 3 ore a piedi e dopo qualche tiro cercando la roccia più bella e pulita a mezzogiorno siamo a 2500 metri in cima al "Pilastro delle stelle cadenti".



domenica 6 febbraio 2011

Punta Sant'Anna, goulotte Sudest

Un canale estivo di rocce pericolose sulle pareti della cresta Punta Torelli-Sant'Anna diventa la rarissima occasione per salire una goulotte di vero ghiaccio sul versante meridionale del Masino.
Avventura invernale di febbraio con Anna Ceruti e Annalisa Bonfanti, titolo del film: Due Anne alla Punta Sant'Anna ...

La goulotte inforrata visibile al centro della foto

sabato 1 gennaio 2011

Cascate di ghiaccio, prime salite in Valmasino

La Valmasino non è un spot a 3 stelle per l'arrampicata su ghiaccio, però la sua fama estiva se la trascina anche nel periodo delle cascate, quando vengono prese d'assalto le più classiche ("Durango" e "Merdarola" in primis, sognando quando fa molto freddo la Cascata del Ferro).  Per la bassa quota il periodo migliore è comunque breve e limitato  rispetto ad altri luoghi (dicembre-febbraio per le classiche di fondovalle, fino a fine marzo per le belle e tecniche cascate di Pioda).

Nel fotodiario, alcune salite scovate e aperte in queste valli, qualcuna diventata classica negli ultimi anni ("Overcouloir", "Supermerdarola", "Couloir del Lobbia"), altre ancora da scoprire per i ripetitori che hanno voglia di camminare un po'.

1991, annata magica per i ghiacciatori;
Luciano Barbieri inizia l'"Overcouloir" al Monte Piezza,
prima salita con lui e Popi Miotti

giovedì 9 aprile 2009

Piz Arlas, parete Nord

Non paghi del Morteratsch di due settimane prima, con Emanuel Panizza torniamo nel gruppo del Bernina e senza una meta ben chiara saliamo la parete di misto del Piz Arlas, una probabile nuova via su ghiaccio e misto di media difficoltà.

Arlas a sinistra e Cambrena a destra, in centro la seraccata dove siamo scesi

sabato 21 marzo 2009

Piz Morteratsch, "Il grande freddo", prima salita

La Est del Morteratsch, una delle sintesi più belle di quello che chiamo "il mio alpinismo": parete mai salita, marcia e repulsiva, da affrontare solo in un particolare momento dell'anno con le moderne tecniche di arrampicata su misto.
Con Emanuel e Christian ci alterniamo a cercare la via su questa muraglia in una delle più fredde giornate mai sentite in montagna... -10° a 2000 metri, noi intorno ai -25°.

Report - Planetmountain

domenica 8 marzo 2009

Tatra - Winter

Viaggio nei Tatra in inverno, cercando ghiaccio, erba e misto.
Con Christian Turk e Paolo Galli, ospiti e guidati da Igor Koller, Jaro Michalko e altri scalatori slovacchi.

martedì 12 agosto 2008

giovedì 28 febbraio 2008

Pizzo del Ferro Centrale, "Popolo dell'autunno" - prima invernale

Val del Ferro, una bella e filante salita invernale con Andrea "Ketty", alla seconda invernale dopo quella dell'anno prima al Cengalo, questa volta su una via di Popi di cui se ne decantava bellezza e isolamento, anche se poi non l'aveva ripetuta nessuno o quasi.

La catena dei Pizzi del Ferro

domenica 10 febbraio 2008

Pizzo Palù, via "Zippert", invernale

Scammellata con Valeria, Chrtur e Paolo75 sulla "Zippert" al Palù, salita in circa 6 ore uscendo per i pendii della "Corti" a sinistra dello sperone.
Siamo i primi della stagione e la corta giornata di febbraio ci manda il buio sulle doppie della Fortezza.

domenica 20 gennaio 2008

Maiella, Cima delle Murelle, tentativo invernale

Una foto di Cristiano "Frentano" Iurisci sul forum di fuorivia accende il mio interesse per la parete delle Murelle, il versante più difficile e selvaggio della Maiella. Ne parlano come un problema dell'Appennino, la salita invernale su ghiaccio e misto di 700 metri di roccia difficile spalmata di neve pressata e poco ghiaccio.
Contatto Cristiano per tenermi informato sulle condizioni, finchè nella seconda metà di gennaio arriva il momento giusto e in due giorni di auto mi precipito in Abruzzo per incontrare e conoscere i miei due compagni Cristiano e Luca Luciani, gli apritori della via di roccia "Oltre il Sogno" che dovremo seguire in parte per il nostro tentativo con piccozze e ramponi. Già nella notte seguente ci facciamo il lungo avvicinamento alla parete, in luoghi veramente selvaggi come non ne incontravo da anni sulle nostre Alpi. Il tentativo durerà solo 3 tiri di misto e neve non molto consistente, già complicati sulla scelta del percorso ed abbastanza pericolosi per via delle dubbie protezioni (fittoni da neve e qualche chiodo da roccia nel pessimo calcare di questa parete). Sono io che getto la spugna per primo, prevedendo di dover condurre da capocordata tutta la salita (15 e più tiri di corda) immagino che prima o poi avrei commesso un errore, e qui un errore si può pagare caro.
Mi è rimasta comunque una bellissima esperienza in un luogo che mai avrei pensato di incontrare nel Centro Italia.

Nota: Cristiano riuscirà nell'invernale della sua via di roccia nel 2011, con condizioni differenti dal nostro tentativo di 3 anni prima (più rocciose).

Dopo 3 ore di avvicinamento, compare in alto la parete

venerdì 28 dicembre 2007

Monte Spondascia, via nuova invernale

Con Paolo Galli, prima volta in cordata su un nuovo itinerario di misto che tracciamo sulle scure pareti dello Spondascia che scendono verso la Val Poschiavina.
Avvicinamento da Campo Moro con le ciaspole e discesa dalla via normale.

giovedì 15 marzo 2007

Pizzo Cengalo, via "Gugiatti" - prima invernale

E’ un inverno che quasi tutti hanno definito "fasullo". Temperature incredibili fino a fine gennaio, poi finalmente qualche spruzzata di neve, qualche grado in meno ma comunque ancora condizioni ben diverse da ciò che ricordavamo degli anni passati.
Nei giorni scorsi, siamo saliti anche noi a goderci l’ultimo cielo limpido di una pazza stagione.

Ketty in salita verso il Rifugio Gianetti

martedì 20 febbraio 2007

Scozia, winter meeting BMC

Invitato al meeting internazionale organizzato dal BMC, una settimana a conoscere l'arrampicata su misto del Ben Nevis e dei Cairgorms, inframmezzata da due giorni di bouldering in riva al mare.

Inverness

martedì 13 giugno 2006

Predarossa, Scoglio di Val Terzana

Insignificante se guardato dal Piano di Predarossa (un dentino di roccia sulla cresta dei Corni Bruciati), nel suo lato che cade verso Scermendone/Val Terzana offre una bella e compatta parete di serpentino rossastro solcata da un enorme diedro.

Nel 1990 aprimmo una via sulla liscia parete in stile tradizionale, dedicata ai miei vecchi compagni, Popi Miotti, Camillo Selvetti e Diego Scarì, che per l'occasione divennero i "Vecchi Libidinosi" (250 m, VII+).


Diciassettenne con i vecchi libidinosi


Il traverso in alto su "Vecchi Libidinosi", prima salita


Ci tornai nel 1998 in inverno con Mario Sertori, per ripetere il grande diedro (salito da ignoti) a cui ci aggiungemmo una variante diretta su una fessura (VII+) che solcava il muro a sinistra del diedro.

Ultima apparizione qualche anno più tardi, con il trapano, per tracciare una via semi-sportiva a spit; insieme a Lorenzo Martinelli saliamo per 2 tiri e la lasciamo lì, ancora da finire.

domenica 20 marzo 2005

Punta Ferrario, "Hidargos" - prima salita e invernale

Partiamo mercoledì 16 marzo e saliamo in 5 ore al bivacco Manzi-Pirotta in alta Val Torrone. Con me ci sono Fabio Salini e Giuliano Bordoni.

Obiettivo per i prossimi due giorni è di tentare di ripetere la “via del Centenario CAI” (o via dei Monzesi), aperta da Vasco Taldo, Josve Aiazzi e Angelo Pizzocolo nel 1963 in due giorni di scalata. Si tratta di una delle vie dure storiche della zona, insieme al Picco Luigi Amedeo la più impegnativa del Masino in quegli anni, con un lungo muro strapiombante da superare tutto in arrampicata artificiale lungo una lineare fessura di 3 tiri (A2/A3). La via conta pochissime ripetizioni, che io sappia non più di 5 o 6 e la più recente è quella del sondriese Paolo Cucchi e di Salvatore Giuliano qualche estate fa.

Il 17 marzo ci avviciniamo alla parete e attacchiamo lo zoccolo dapprima lungo una fessura con qualche chiodo (“Diedro dei Cecoslovacchi” del 1980) poi aprendo due tiri nuovi (6b obbligatorio) per evitare una zona ghiacciata, giungendo sulle cenge sotto al muro giallo. Saliamo ancora 2 tiri di corda che ci portano all’inizio della fessura strapiombante e lasciamo qui tutto il materiale che ci servirà domani per proseguire, fissando le nostre 3 corde (2 da scalata e una statica) lungo il 5° tiro e sullo zoccolo.
Nel pomeriggio ritorniamo al bivacco Manzi-Pirotta e passiamo la notte qui. Tempo fantastico e caldo fino al pomeriggio, quasi a livelli di temperatura estiva, poi ventosissimo per qualche ora.

Il 18 marzo siamo all’alba a risalire le fisse in parete e alle 8 di mattina, alla base del tratto dove dobbiamo proseguire, constatiamo la rottura di una delle nostre 2 corde da scalata. Nostro malgrado rinunciamo a proseguire sulla “via del Centenario” in quanto sarebbe troppo pericoloso superare tutto il muro strapiombante con una sola corda da 8 mm e una corda statica. Decidiamo però di traversare verso lo spigolo destro della parete per cercare di raggiungere la via della parete Est-Sudest (Bernasconi – Bignami – Meroni 1952) e provare a salire in cima.

Dopo 3 tiri nuovi lungo placche e un grande diedro obliquo (6a max) raggiungiamo lo spigolo dove passa una via sconosciuta aperta pochi anni fa da Paolo Cucchi e Antonio Taglialegne, spostandoci un poco a destra per prendere una linea di diedri e fessure che sembra salire lungo tutto il muro fino in cima. Da qui siamo su terreno vergine e superiamo 3 faticosi e lunghi tiri di corda con passaggi delicati ed esposti (passo chiave 6b+ obbligatorio protetto da un copperhead) fino a raggiungere di nuovo lo spigolo e a ricongiungerci con l’uscita della “via del Centenario”. In altre 2 ore seguiamo i tiri finali e siamo in vetta. Scendiamo lungo la parete Ovest con 4 corde doppie e rientriamo in Val di Mello alle ultime luci del giorno.

Giornata fantastica e calda, peccato aver dovuto arrampicare con lo zaino e tanto materiale al seguito che avremmo dovuto utilizzare sulla nostra idea originale. Ridicolo forse parlare di ascensione invernale, a parte qualche cengia nevosa in scioglimento le condizioni erano decisamente estive.

In totale abbiamo superato 8 tiri nuovi + 5 delle altre vie della parete, circa 600 metri di sviluppo con difficoltà massime fino al 6b+ obbligatorio esposto. Sulla via nuova, chiamata “HIDARGOS” è rimasto solo il copperhead che protegge il passo più difficile.


sabato 22 febbraio 2003

Sasso Moro, "Senza Pietà", prima salita

In solitaria sulla parete Sudest del Sasso Moro, un insieme di salti e di cascate di ghiaccio che si alternano a lunghi tratti di misto, quasi mai in condizioni. Ho lungamente cercato questa salita, aspettavo solo le condizioni migliori per affrontarla: ghiacciata al punto giusto e con ridotti pericoli di slavine.


venerdì 17 gennaio 2003

Ghiaccio su roccia in Val Lanterna

Le linee di misto-ghiaccio salite sulla Parete della Diga a Campo Moro

(da planetmountain.com - foto di Giovanni Pagnoncelli)

Tornato dalla suo viaggio patagonico, Luca Maspes "Rampikino", insieme a un gruppo di amici, si è dedicato con picche e ramponi alla salita invernale di diverse vie di roccia "estive", nelle "sue" zone dell'alta Val Lanterna (SO). Vie che come dice Rampikino "Ora si presentano (ma chissà per quanto) in condizioni per salite su ghiaccio (poco) e terreno misto (tanto)".
Il tutto dal 22/12/02 al 17/1/2003.

domenica 2 giugno 2002

Costiera del Fellaria, Bernina

A meno di un'ora dal Rifugio Bignami sopra il Lago di Gera, la Costiera del Fellaria è un insieme di pilastri rossastri solcati da fessure e diedri, su roccia più rotta rispetto al serpentino che si trova più in basso a Campo Moro. Visitata per la prima volta da Michele Comi (all'epoca gestore del Rifugio Bignami) e Ilario Pedrolini nel 1987 con la via "Vai Rouge", successivamente rivista con alcuni itinerari che tracciai nel corso degli anni: "Winter Line" (aperta in inverno con Adriano Marini, febbraio 1992), "Libertà della mente", nel luglio 1992 con Michele Comi ed infine una via salita con cliente (Alberto Magnani) sulle pareti centrali nel 2002, dedicata alle "Nate in Giugno".

La Costiera del Fellaria