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mercoledì 10 giugno 2009

Karakorum 2009 - Link Sar

Immagini del viaggio in Karakorum (Pakistan) del maggio-giugno 2009, direzione il Link Sar, una montagna di oltre 7000 metri mai scalata e nascosta in fondo alla Charakusa Valley (area di Hushe).

Con Maurizio Giordani, Emanuel Panizza e Jacopo Compagnoni.

Ecco la mail del ritorno a casa:

Siamo tornati con qualche giorno d'anticipo dopo una breve parentesi finale di due giorni dai ricchi emirati arabi... (sciare con 48° all'esterno era un'esperienza da provare). 

Sui monti pakistani il solito bel viaggio ma questa volta in condizioni invernali, sia al nostro arrivo al campo base sia quando ce ne siamo andati. 
Tre settimane con il piumino addosso anche a dormire... e spalare neve è stato il mio passatempo preferito.

 Nelle rare parentesi di bel tempo, dopo una cima di acclimatamento e due tentativi sul roccioso Nayser Brakk (Manuel Panizza e Jacopo Compagnoni per la via classica inglese, io e Maurizio Giordani iniziando una via nuova) abbiamo subito provato la nostra montagna "invisibile", l'inviolato Link Sar di oltre 7000 metri.


Il primo giorno di attività eravamo riusciti a passare la complicata seraccata che dava accesso alla montagna vera e propria, lasciando due tendine montate sotto il versante che avevamo individuato come il più accessibile.

Una settimana più tardi il tentativo, con Manuel e Giordani saliti fino a 6400 metri dopo diversi tiri di ghiaccio vivo in un canale di ghiaccio che si è rivelato poi troppo pericoloso per scariche di roccia e di ghiaccio. Io e Jacopo, quel giorno indisposti e "fiaccati", abbiamo girato i tacchi sotto il canale e siamo scesi alle due tendine che avevamo piazzato sotto la parete.

Due giorni dopo eravamo tutti al campo base dopo aver smontato il nostro piccolo campo 1. Per quella via poteva salire solo gente che voleva rischiarla troppo. Scartata per gli stessi motivi un'altra possibile linea più a sinistra, abbiamo deciso di abbandonare il Link Sar e pensare ad altre mete alternative, di grandi e belle montagne la zona del Charakusa è pieno.

Nello stesso giorno che Giordani e Jacopo partivano per tentare il bellissimo Drifika (6400 metri) io e Emanuel salivamo verso la base del K7 West (6500 metri), tentato da questo lato da una cordata sloveno-canadese pochi anni fa (Marko Prezelij, Steve Swenson e C.). Anche in questo caso la finestra di bel tempo è durata però troppo poco e tutto finiva con una ritirata sotto la neve.

L'ultima settimana la lenta agonia del dolce far nulla... finiti i libri e finita la neve da spalare, la persistente immobilità da spedizione ed i meteo scoraggianti che ci arrivavano via sms ci hanno convinti ad anticipare il rientro di qualche giorno. Con quelle condizioni c'era ormai poco da fare.


La locandina della spedizione in stile Fuorivia

sabato 16 luglio 2005

Trip One - Charakusa

L'ultima settimana della spedizione Trip One di Up Project, una settimana di "vacanza" dove rimaniamo solo in tre, con Cristian Brenna e Hervé Barmasse. In una lunga giornata di cammino spostiamo il campo dal Chogolisa glacier a quello del Charakusa, dove passeremo i nostri ultimi giorni tra un tentativo di via nuova sull'Iqbal's Wall (salito nel 1998 con Natale Villa e Galen Rowell) e la riuscita salita della piramide perfetta, il Nayser Brakk, dapprima iniziato lungo la via di Steve House e C. ("Tasty Talking") poi finito per la classica via Inglese.

(foto di Hervé Barmasse)

Brenna fa stretching al campo base del Charakusa

domenica 26 giugno 2005

UP Trip One - Scudo del Chogolisa, "Up & Down"


(dal diario della spedizione)

C'è odore di summit day nel Chogolisa.
Più della metà del team è infatti all'opera sui suoi problemi verticali. Ongaro e Bellin si svegliano nel portaledge e cominciano il loro terzo giorno sul Capucin mentre quelli del pilastro dello Scudo decidono di partire molto presto per finire la via che sta durando troppo.
Colazione alle 4.30 e alle 7 di mattina Barmasse, Maspes, Brenna e Checca Chenal sono subito al colletto in cima al primo pilastro. Da qui si ripercorrono i tiri centrali aperti il giorno precedente fino all'inizio della verticale parte finale.

martedì 29 giugno 2004

Karakorum 2004 - Pecore Nere

Nell'anno delle celebrazioni per il cinquantenario della prima salita del K2, siamo probabilmente tra i pochi alpinisti italiani che vanno in Karakorum a fare altro; per questo ci chiamano "Le pecore nere"...


domenica 1 agosto 1999

Karakorum 1998 e 1999 - relazioni

I disegni di Maurizio Giordani delle nostre quattro prime salite su cime mai salite nelle Valli del Charakusa (1998) e Khridas (1999).

Charakusa, Kopra Peak (5300 m c.), prima salita della cima
Maurizio Giordani, Luca Maspes, Natale Villa 1998
stile alpino - diff. VI+/A1

sabato 17 luglio 1999

Karakorum, Honbrok Valley

Rimaniamo in due, io e “Pala”, per le ultime due settimane da impiegare a nostro piacimento in questa lunga spedizione. In paese ad Hushe ci parlano tanto di questa cima che apprezzo già per lo splendido nome: Cigarette Peak.
Sta aspettando me questa montagna mai salita e in cima ci fumerò una sigaretta, dai Pala che si va!”.
Bastano due giorni di cammino per capire il perché nessuno era ancora riuscito a fumarsi questa gigante piramide ghiacciata di oltre 6000 metri. Seraccate ripidissime e attivissime sbarrano i suoi fianchi e offrono il peggior puzzle da completare per chi vorrà in futuro cimentarsi. Cambio d’idea e cambio di programma, e pensare che recentemente qualche sponsor vorrebbe almeno una programmazione di almeno 5 anni per sganciarti poi i soldi. Io non so neanche che cosa farò la mattina dopo, figurati se devo pensare a montagne da salire per 5 anni di seguito. E rinunciare così al bello di questi viaggi alpinistici, da godersi con un semplice vagabondaggio.

venerdì 9 luglio 1999

Karakorum, Khridas Valley

Decidevamo di non entrare nella Nangmah Valley, “troppo” frequentata negli ultimi anni (circa 10 persone ogni stagione...) e puntavamo le nostre attenzioni alla valle meno esplorata del mondo, quella dove neppure i Pakistani più affamati di stambecchi erano mai riusciti a portarsi fin lassù.
Con sei portatori, gli unici disponibili per l’avventura, alleggeriti del loro fardello ed ora alla nostra pari, agevolati dalle corde fisse che sistemavamo nel tratto roccioso che sbarrava la valle, eravamo finalmente su a contemplare la scoperta di un ennesimo microcosmo di granito.
I nuovi compagni mi avevano raggiunto a fine giugno (Maurizio Giordani, Natale Villa e Lorenzo "Pala" Lanfranchi) e portavano con loro il bel tempo che non era quello delle Alpi ma forse quello che avevano preso in volo sopra la Russia o non so dove...
Finalmente un po’ di caldo.  

mercoledì 2 giugno 1999

Karakorum, Chogtoi Glacier, "Indian Arete" e Simo Peak

La mia seconda spedizione in Karakorum durerà due mesi, con due gruppi diversi e con due zone diverse da visitare.
La prima parte del viaggio è nel Chogtoi Glacier, una laterale del Baltoro che finisce sotto le pareti Nord dei Latok e dell'Ogre. Sono con Emanuele Pellizzari, Gianni Zappa, Massimo Sala ed il geologo Paolino Biffi, aggregato a cercar minerali.

Il video del tentativo all'"Indian Arete" del Latok III, qualche foto (in bassa risoluzione) ed il racconto dell'esperienza di Emanuele "Kinobi" Pellizzari.




mercoledì 1 luglio 1998

Karakorum, Charakusa Glacier

La mia prima spedizione sulle montagne del Pakistan, passando per Hushe e in fondo al ghiacciaio del Charakusa, all'epoca ancora pochissimo esplorato.