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Visualizzazione post con etichetta Bernina. Mostra tutti i post
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sabato 10 gennaio 2015

MISTO MALENCO

Un'altro inizio stagione invernale con temperature alte ma quest'anno anche con poca neve. Per cui la possibilità di andare ad esplorare nuovi terreni in quota con avvicinamenti ancora agevoli su neve portante. Dopo un warm up alla Parete della Diga di Alpe Gera in alta Val Lanterna, con Giacomo Rovida e Andrea "Panzina" Salvetti siamo nel Vallone di Scerscen a salire la prima di una lunga serie di colate e linee di misto che salgono lungo i contrafforti del Sasso Nero. Luogo isolato e bellissimo, al cospetto del Bernina. Apriamo "Here We Go", 200 metri divertenti e con alcuni passaggi inusuali tra roccia e ghiaccio. Qualche giorno più tardi, prima dell'arrivo della neve (anzi, sotto la prima leggera nevicata), esploriamo la Val Poschiavina ma troviamo solo una linea salibile che apriamo e chiamiamo "Je suis me stess".


Primo tiro alla Parete della Diga
Passo di boulder al quarto tiro sulla Parete della Diga

venerdì 8 giugno 2012

Selezioni per Guida Alpina 2012

21 anni dopo le mie selezioni ma questa volta con l'incarico di documentare con video e foto le 3 giornate di prove per i 30 allievi che aspirano ad iniziare il percorso formativo per diventare Guida Alpina (citazione: il lavoro più bello del mondo).
La prova su roccia è nel settore più alto della lunga falesia di Isolaccia (Sant'Antonio di Sanno) con due tiri di 6b parzialmente da proteggere ed un cattivo 7a che bastona il 95% degli allievi. Il giorno successivo si scia sulla neve già marcia del Passo dello Stelvio mentre per le prove su ghiaccio ci si sposta sui classici seracchi del ghiacciaio del Morteratsch in Engadina.

Due le gallery fotografiche ora disponibili su montagna.tv, una della prova su roccia e una relativa a sci  e ghiaccio, il video a breve sempre sullo stesso canale.




venerdì 4 maggio 2012

"The Hut", trailer

Prima esperienza a cui ambivo da tanto tempo, insieme alla famiglia di Marco Preti di Coral Climb impegnata questa volta a realizzare il trailer di "The Hut" (il rifugio), un thriller ambientato in montagna e girato in 3D.
Mentre fuori piove si filma qualche interno a casa Merizzi di Chiareggio prima di volare due giorni al Rifugio Marco e Rosa per le situazioni alpinistiche. Insieme a Dede facciamo la "cordata attore" nei dintorni del rifugio con scene che variano dalla tranquilla sciata alle rovinose scivolate, condite da tagli di corda e volti impauriti per quello che accade nello spettrale rifugio.

Rifugio Marco e Rosa al primo sole
Marco e Lucas Preti, padre e figlio dall'arrampicata alla regia,
oggi sperimentatori del 3D in montagna
 

mercoledì 14 marzo 2012

L'inverno più caldo degli ultimi anni

Così com'era cominciato nella calura (vedi la gita di inizio inverno) è ora quasi al termine l'inverno anomalo in cui abbiamo sentito freddo reale solo per due settimane a febbraio.
Quando si rischiava di scalare in t-shirt sulle pareti a Sud, la ricerca di ingaggio passava ai versanti Nord e sulle vie di misto che chiamano una prima salita ma che richiedono anche il momento perfetto per essere risolte. Ed anche qui il caldo è stato un problema non indifferente sia negli avvicinamenti che nei tentativi. Sulla svizzera Nord del Canciano passo da un sopralluogo promettente ad un tentativo solitario fermatosi ancora una volta all'attacco, come qualche anno fa in compagnia di Giovanni Ongaro. 
Pochi giorni dopo nelle Orobie ancora a dare un occhio al Pizzo del Salto e il Pizzo dell'Omo... ma il caldo si rialza ancora a livelli estivi e lascio perdere per colpa di quel pendio di neve che la sovrasta: se viene giù qualcosa tutto finisce in quella gola (cit.). 
Nei pomeriggi di bouldering finiamo in Val di Mello e ci accorgiamo che se scaliamo tutti a torso nudo qualcosa di anomalo quest'inverno c'è stato.

Bernina, Pizzo Canciano, parete Nord.
Il settore mai salito a dx dell'unica via presente sulla parete, "Habanero",
salita dal poschiavino Godenzi e Rada appena prima dell'inizio dell'inverno.

venerdì 25 novembre 2011

Vie nuove 2011 - intervista

Oggi su montagna.tv un'intervista di Valentina d'Angella incentrata sul piacere di scoprire e di inventare vie nuove.

link

giovedì 27 ottobre 2011

Winter season is ready

Approfittando del nuovo zoom Canon, alcuni scatti di oggi presi dalla panoramica cresta sopra l'Alpe Colina, a circa 2200 metri di quota.

Roseg, Scerscen, Bernina, Crestaguzza, Argent e Zupò,
innumerevoli le colate ghiacciate che si sono formate dopo la prima neve e il primo freddo

martedì 28 giugno 2011

Sasso Nero, due vie nuove

Ancora senza nome, interamente clean (nuts e friends), 3 tiri l'una e con tiri molto belli: un muro di 60 metri di serpentino levigato sulla prima, un tiro misto diedro-spigolo-tetti sulla seconda. Frutto del girovagare di oggi allo Scerscen (zona Sud del Sasso Nero) con Popi Miotti e Teo Coatti. Fa caldo anche a 2700 metri.

Le giornate che piacciono a me,
girovagare e scegliere ad kazum dove salire, dove creare

domenica 12 giugno 2011

Sassa d'Entova

Immagini di oggi da un giro solitario in alta Valmalenco.
Dal parcheggio del Rifugio Longoni lungo la vecchia strada per l'Entova-Scerscen e poi seguendo il filo di cresta fino alla Sassa D'Entova (3329 m).

venerdì 1 aprile 2011

Bernina, freeride nei canali del Sasso Nero

Accompagno per riprese video Michele Comi che oggi fa la guida per Roberto, vincitore del concorso di montagna.tv
Insieme a noi Luca, amico di Roberto, e il local Norbert Parolini.
20 minuti di pelli di foca dall'arrivo della seggiovia e cominciamo la discesa del versante Est del Sasso Nero, lungo un canalone di facile-media difficoltà probabilmente mai sceso da nessuno, a destra del canale percorso quest'inverno sempre da Michele e Norbert (Canale dell'Analista). 
In tutto 600 metri di sciata che depositano sul fondo del Vallone di Scerscen. Da qui un po' di ravanage ci porta alla piana di Campascio e con un'ultima risalita torniamo agli impianti sciistici del Palù.
Una giornata di sole e caldo con la neve che diventava pesante già nella tarda mattinata.


giovedì 9 aprile 2009

Piz Arlas, parete Nord

Non paghi del Morteratsch di due settimane prima, con Emanuel Panizza torniamo nel gruppo del Bernina e senza una meta ben chiara saliamo la parete di misto del Piz Arlas, una probabile nuova via su ghiaccio e misto di media difficoltà.

Arlas a sinistra e Cambrena a destra, in centro la seraccata dove siamo scesi

sabato 21 marzo 2009

Piz Morteratsch, "Il grande freddo", prima salita

La Est del Morteratsch, una delle sintesi più belle di quello che chiamo "il mio alpinismo": parete mai salita, marcia e repulsiva, da affrontare solo in un particolare momento dell'anno con le moderne tecniche di arrampicata su misto.
Con Emanuel e Christian ci alterniamo a cercare la via su questa muraglia in una delle più fredde giornate mai sentite in montagna... -10° a 2000 metri, noi intorno ai -25°.

Report - Planetmountain

domenica 10 febbraio 2008

Pizzo Palù, via "Zippert", invernale

Scammellata con Valeria, Chrtur e Paolo75 sulla "Zippert" al Palù, salita in circa 6 ore uscendo per i pendii della "Corti" a sinistra dello sperone.
Siamo i primi della stagione e la corta giornata di febbraio ci manda il buio sulle doppie della Fortezza.

mercoledì 30 agosto 2006

Sasso Nero, Bernina, vie nuove

Mi è sempre piaciuto il Sasso Nero, un insieme di quinte e torri rocciose sempre di ottima roccia e sempre lontano dalla civiltà. Nel corso degli anni diverse vie nuove, tutte in stile tradizionale e con diversi compagni.

I pilastri della parete Est, sullo sfondo il Monte Disgrazia

domenica 10 agosto 2003

Bernina, Cima di Caspoggio e Cime di Musella

L'esplorazione delle pareti di roccia scalabili nel gruppo del Bernina ci porta a cavallo tra i versanti del Rifugio Carate e quello del Rifugio Bignami.
Sulla Cima di Caspoggio troviamo due zone di roccia buona per due vie aperte in stile classico, una in compagnia dell'esperto sloveno Peter Podgornik che è qui in Valmalenco a trovare degli amici.

Sulle Cime di Musella, già percorse da alcune vie sia classiche che semi-moderne (2 vie di Mario Vannuccini e C.), cerchiamo invece una linea difficile da aprire con trapano e spit, un tentativo di 3 tiri che è lì ancora da terminare.


domenica 2 giugno 2002

Costiera del Fellaria, Bernina

A meno di un'ora dal Rifugio Bignami sopra il Lago di Gera, la Costiera del Fellaria è un insieme di pilastri rossastri solcati da fessure e diedri, su roccia più rotta rispetto al serpentino che si trova più in basso a Campo Moro. Visitata per la prima volta da Michele Comi (all'epoca gestore del Rifugio Bignami) e Ilario Pedrolini nel 1987 con la via "Vai Rouge", successivamente rivista con alcuni itinerari che tracciai nel corso degli anni: "Winter Line" (aperta in inverno con Adriano Marini, febbraio 1992), "Libertà della mente", nel luglio 1992 con Michele Comi ed infine una via salita con cliente (Alberto Magnani) sulle pareti centrali nel 2002, dedicata alle "Nate in Giugno".

La Costiera del Fellaria

domenica 3 febbraio 2002

Musella, prima salita del Pollice, invernale "Spigolo Asimmetrico"

Il Pollice di Musella e il Sasso Moro
Due giorni dopo l’avventura sul Gluschaint il meteo è invitante: alta pressione che significa caldo e cielo blu. Venerdì, mentre riposo le gambe ancora affaticate dalla salita di due giorni prima, sono a computer per inventare qualcosa per il week-end; mi torna in mente la zona delle Cime di Musella: belle pareti ora pulite, roccia buona, avvicinamento relativamente comodo, esposizione meridionale, tutti buoni ingredienti per passare due giornii nvernali nei dintorni del Rifugio Carate. Con Popi Miotti e Marco Colombo.


Popi da capocordata sul Pollice di Musella

Marco Colombo sullo "Spigolo Asimmetrico" (M.Vannuccini e C.) alle Cime di Musella

Popi nell'ultimo diedro dello "Spigolo Asimmetrico"
  
  

mercoledì 30 gennaio 2002

Piz Gluschaint, "Delicatezze", prima salita


Passata la lunga fase delle cascate di ghiaccio, quest’inverno bruscamente frenata dall’innalzarsi delle temperature a febbraio, i pensieri e i progetti cominciano a spostarsi verso l’alto, verso quell’alpinismo invernale di roccia, ghiaccio e di buon impegno. Con l’amico Giovanni Ongaro, appena reduce dall’ennesimo viaggio in Patagonia, saliamo con gli sci verso l’abbandonato Rifugio Entova-Scerscen in una giornata decisamente calda e propizia per pensare ad una piacevole scalata del giorno successivo.

giovedì 12 febbraio 1998

Piz Palù, Direttissima Bumiller, invernale

Con Diego Fregona vogliamo ripetere in inverno la via diretta sul bastione roccioso dello Sperone Bumiller al Palù (di R.Nottaris e C. nell'inverno del 1976 in due giorni di scalata) ma quando arriva l'alba ci accorgiamo di aver salito una nuova linea più a destra (circa 10 tiri su roccia e un po' di misto).
Raggiunto il classico Sperone Bumiller, proseguiamo direttamente sul filo con divertenti tratti di misto e dry tooling,  superando infine il seracco e sbucando alle ultime luci del giorno sul plateau del Palù centrale dopo 13 ore di scalata.

mercoledì 10 febbraio 1993

Bernina, Piz Argent, "Spigolo Negri" - prima invernale

Il gruppo del Bernina in inverno, dal Roseg (a sin.) fino al Palù


(racconto di scalate invernali per la rivista Montebianco)

La Grande Cresta, le prime esperienze personali

Febbraio 1993: un amico l’ha tentata a fine dicembre, raggiungendo la base del tratto più difficile e rinunciando poi per la stanchezza del suo compagno di cordata. I due non avevano con loro il materiale da bivacco e l’amico ottimisticamente prevedeva di compiere l’ascensione in un solo giorno.

Sono a casa rintanato nel locale dove tengo tutto il materiale alpinistico. Preparo tutto il necessario per la partenza, fissata per martedì, e mi accorgo che lo zaino sarà un bocconcino da digerire lentamente. Pur economizzando al massimo con cibo e materiale ho la sensazione di non essere stato troppo pignolo con il bilancino. Tanti indumenti per proteggermi dal freddo che mi attanaglierà durante un previsto bivacco sulla cresta, ciò che è quello che mi spaventa. Tutto è pronto per partire nell’anonimato più completo, senza che i genitori sappiano quale idea ambiziosa sfornava la mia ardimentosa sete di avventura.