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giovedì 15 settembre 2011

Allievi-Bonacossa, fine stagione

Con il rifugio in chiusura, due giorni di controllo delle vie tracciate nel 2007 in Val di Zocca per conto del CAI Milano. Con Annalisa ripetiamo "Frauenliebling", la più datata "Carmela" ed il giorno dopo la sempre divertente "Il Fortissimo" alla Punta Allievi.

Il primo tiro sulla roccia lisciata del "Fortissimo", Punta Allievi

sabato 1 gennaio 2011

Cascate di ghiaccio, prime salite in Valmasino

La Valmasino non è un spot a 3 stelle per l'arrampicata su ghiaccio, però la sua fama estiva se la trascina anche nel periodo delle cascate, quando vengono prese d'assalto le più classiche ("Durango" e "Merdarola" in primis, sognando quando fa molto freddo la Cascata del Ferro).  Per la bassa quota il periodo migliore è comunque breve e limitato  rispetto ad altri luoghi (dicembre-febbraio per le classiche di fondovalle, fino a fine marzo per le belle e tecniche cascate di Pioda).

Nel fotodiario, alcune salite scovate e aperte in queste valli, qualcuna diventata classica negli ultimi anni ("Overcouloir", "Supermerdarola", "Couloir del Lobbia"), altre ancora da scoprire per i ripetitori che hanno voglia di camminare un po'.

1991, annata magica per i ghiacciatori;
Luciano Barbieri inizia l'"Overcouloir" al Monte Piezza,
prima salita con lui e Popi Miotti

mercoledì 10 settembre 2008

Pizzo Torrone Occidentale, vie nuove

Tra le mie pareti preferite in Val di Zocca, sulle pareti Ovest ed Est dell'Avancorpo vi ho salito vie nuove dai 200 ai 400 metri di lunghezza, tutte con stili ed obiettivi diversi:

1990: MELONIMASPES CRACK (con Oscar Meloni, VI-, tradizionale)
1992: VIA PER MONICA GIULIA E PAOLA (in solitaria senza corda, VI-)
1993: CIOTA CICOZ (con Cristiano Perlini, VII, tradizionale)
1994: EL DIABLO (terminata con Stefano Righetti, VIII e A1, con spit e trapano)
1997: GURONSAN (con Giovanni Ongaro, 5c, con spit e trapano)
2006: KRIMINAL (con Andrea Barbieri e Fabio Salini, 6a+/b, con spit e trapano)
2008: NON E' POSTO PER VECCHI STAMBECCHI (con Marco Lanzavecchia e Luca Mozzati, VI+, tradizionale)

Avancorpo Pizzo Torrone Occidentale, parete SW

venerdì 21 settembre 2007

Val di Zocca, vie nuove per CAI Milano

Come per i rifugi Gianetti e Ponti, anche in Val di Zocca ho l'incarico dal CAI Milano (proprietario dei 3 rifugi) per tracciare qualche via abbordabile e ben chiodata nei dintorni del rifugio Allievi-Bonacossa.
Un "lavoro" che avevamo sostanzialmente già fatto 10 anni prima ma che questa volta è diventato ufficiale, leggi retribuito.


giovedì 15 giugno 2006

Quota 2480, "Tuono", via nuova

Iniziai questa via in Val di Zocca quando avevo 18 anni, nel 1990, insieme a Oscar Meloni.
In due giorni distinti, piantando pochi e distanziati spit a mano, raggiungemmo poco oltre la metà di questo vergine pilastro di ripide placche. Poi, tornati alla base della parete mentre mangiavamo sotto un sasso, un fulmine ci colpì e mandò in tilt Oscar.
I telefonini ancora non c'erano e dovetti abbandonare l'amico per raggiungere un luogo visibile dal rifugio Allievi-Bonacossa e poter urlare a squarciagola per farmi sentire. Qualcuno udì i miei richiami e l'elicottero arrivò mezzora dopo, portando Oscar a valle ma lasciando lì me e la mia gamba insensibilizzata dal fulmine. I soccorritori non avevano capito che il fulmine aveva colpito anche me. Tutto si risolse con una notte in ospedale per l'amico e una mia discesa preoccupata a valle senza sapere in che condizioni stava Oscar.

La via rimase lì abbandonata finchè 16 anni dopo, con Giò Ongaro, Bordons e Anna, tornammo con il trapano per finirla, nello stesso stile di allora, non plaisir ma piuttosto ingaggioso vista la distanza delle protezioni.

domenica 28 settembre 1997

Val di Zocca 1997, vie nuove


Ad inizio agosto del 1997, mentre festeggiamo il mio compleanno al Rifugio Allievi-Bonacossa, parte l'idea di metterci ad aprire vie moderne spittate nei luoghi dove l'alpinismo classico non era ancora passato. Complici due mesi di bel tempo, io e Giovanni Ongaro restiamo in villeggiatura al rifugio con il nostro potente trapano "modificato". 
Nascono così le vie che ora sono tra le più ripetute della zona.


sabato 30 agosto 1997

Quota 3228, invernali, solitarie e vie nuove

Un piccolo gioiello incastonato tra due superpotenze come la Punta Allievi e la Cima di Castello. Sulla Quota 3228, chiamata anche Punta Baroni, ci sono solo vie di classe di epoche diverse.
L'ho visitata la prima volta in invernale con Moreno Fiorelli, salendo la via più recente del periodo ("Isippazzo", di D.Galbiati e C.) e uscendo per la via degli Inglesi ("Via Senza Sole"). Ci tornai in solitaria per ripetere la via "Città di Sondrio", all'epoca tra i più difficili itinerari della Val di Zocca, una solitaria veloce ma delicata, anche a causa della roccia da stare attenti.
Infine, nel 1997 spittaiolo, io e Giovanni Ongaro ci concedemmo un break dal trapano salendo un nuovo itinerario centrale che si rivelò piuttosto impegnativo, sempre arrampicata "aperta" su parete quasi verticale, protetta da nuts e friends di piccole misure piazzati su lame solide ma dal suono inquietante. "Mondi Sommersi" non ne uscì come la vera via direttissima perchè in alto trovammo una scappatoia sulla sinistra del difficile muro sommitale.

lunedì 25 agosto 1997

Costiera dell'Averta, ripetizioni e vie nuove

Le scalate sulla Costiera dell'Averta

1992: "Giulia Dream", prima ripetizione
con Luca Salini di questa esposta via di Tarcisio Fazzini

venerdì 23 giugno 1995

Averta, "Soli di Ghiaccio", prima solitaria

Al centro, l'inconfondibile diedro di "Soli di ghiaccio"
Salito al Rifugio Allievi-Bonacossa il 22 giugno, ho raggiunto la mattina successiva la base della parete della Costiera dell’Averta sulla quale sale la difficile e famosa via dei “Soli di Ghiaccio”, aperta da Merizzi e Miotti nel 1982.

martedì 28 febbraio 1995

Cascate in Val di Zocca, prime salite

Le prime salite sul muro di cascate della Val di Zocca, prima dell'entrata del pianone e sotto il Rifugio Allievi-Bonacossa (è rimasto anche il termine "le cascate dell'Allievi").
Per l'occasione esplorativa riesco a scomodare e convincere l'amico Ezio Marlier ed il maestro Patrick Gabarrou che era in giro con lui in quel periodo. Il sabato, appena arrivati, saliamo sopra il campeggio al "Couloir per nostalgici" e lo allunghiamo fino in cima con due tiri belli e non banali.
Domenica presto, in 4 ore e tanta neve arriviamo sotto le cascate di Zocca, tutte per noi.
Una scelta facile se puoi scegliere: la più bella e la più grossa, cioè l'estetica di "Chandelle Gabarrou" (dedicata al suo primo salitore) e la quantità di ghiaccio del muro gigante di "Rampikino mayday" (per il nome chiedere a Ezio il perchè :-) .

Le cascate della Val di Zocca (o cascate dell'Allievi)