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sabato 1 gennaio 2011

Cascate di ghiaccio, prime salite in Valmasino

La Valmasino non è un spot a 3 stelle per l'arrampicata su ghiaccio, però la sua fama estiva se la trascina anche nel periodo delle cascate, quando vengono prese d'assalto le più classiche ("Durango" e "Merdarola" in primis, sognando quando fa molto freddo la Cascata del Ferro).  Per la bassa quota il periodo migliore è comunque breve e limitato  rispetto ad altri luoghi (dicembre-febbraio per le classiche di fondovalle, fino a fine marzo per le belle e tecniche cascate di Pioda).

Nel fotodiario, alcune salite scovate e aperte in queste valli, qualcuna diventata classica negli ultimi anni ("Overcouloir", "Supermerdarola", "Couloir del Lobbia"), altre ancora da scoprire per i ripetitori che hanno voglia di camminare un po'.

1991, annata magica per i ghiacciatori;
Luciano Barbieri inizia l'"Overcouloir" al Monte Piezza,
prima salita con lui e Popi Miotti

sabato 12 maggio 2007

Torre del Moai," Tonteria", prima salita

Giro solitario di inizio stagione, con l'intenzione di iniziare una via nuova sul Rombo delle Galassie salgo molto carico in giornata e dopo 4 ore sono alla base piuttosto dubbioso: tanta roccia bagnata e colate nere che vogliono dire neve in scioglimento. Abbandono una parte di materiale e mi spingo più in alto, sotto la Torre del Moai dove nel 1990 avevo tracciato la mia prima via nuova in montagna ("Bandeiras", con Mario Vannuccini).
Non so se nessuno ha mai ripetuto "Amanda Lear", la prima via dei Sassisti sulla Torre, così, senza relazione, comincio a scalare dove immagino abbiano cominciato loro. Più o meno ci azzecco ma nella parte alta tiro troppo diritto e finisco ad inventarmi la mia via, sempre autoassicurato (per modo di dire vista la tenuta dei chiodi). Scendo a valle la sera con la schiena spezzata, salire in giornata al Cameraccio con più di 20 kg sulle spalle è sempre una mazzata.

La baita Ersaf in Val Cameraccio

venerdì 20 febbraio 1998

Picco Darwin, "Il naufragio degli argonauti", prima invernale


E’ stata l’ultima faticaccia invernale di una stagione molto intensa dal punto di vista alpinistico.
Dopo le cascate di ghiaccio, le vie di misto e le belle ascensioni al Bianco e sul Pizzo Palù mi mancava un’impegnativa via di roccia per sigillare l’inverno 1997/98.
Sono partito con l’amico Giovanni Ongaro, reduce dalla sua bellissima e ricca avventura sulle montagne patagoniche. Il nostro obiettivo era la parete Sudest del Picco Darwin, posta in alta Val Cameraccio (Val di Mello) e salita per la prima volta nel 1977 da Ivan Guerini, Guido Merizzi, Vittorio Neri e Mario Villa. Un itinerario decisamente impegnativo, situato in uno degli angoli più sperduti e meno frequentati dell’intera Val Masino.