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mercoledì 20 agosto 2014

Pizzo Cengalo, vie nuove sulla parete Est

Due nuove linee sulla parete Est del Cengalo per il gruppo di giovani alpinisti tedeschi ed il loro big wall / alpine training camp guidato da David Gottler e Daniel Gebel. Dopo i primi giorni di allenamento in fondovalle (Sasso Remenno e Val di Mello), i sei ragazzi più gli istruttori si sono trasferiti in quota e in 3 giorni hanno salito due linee parzialmente nuove nella prima parte ed in comune alle vie esistenti nella parte alta, "Gran Diedro" e "Porco Cain", quest'ultima salita in libera fino al 7a dov'erano indicati i tratti di A1.
info e racconto in tedesco sul sito del DAV.

Pizzo Cengalo, parete Est, via "Disomogenea" con uscita "Gran Diedro"
Pizzo Cengalo, parete Est, via "Anima gemella" + "Porco Cain".
Big Wall training al Sasso Remenno
Big Wall training su un nuovo tiro al Sarcofago, Val di Mello

venerdì 9 novembre 2012

Sul Cengalo e sul Badile 50 anni fa...

Un reperto di interesse storico questo video messo online da Popi Miotti che ritrae le due guide locali Giulio e Dino Fiorelli nelle ripetizioni della via "Bonacossa" al Cengalo e della via "Molteni" sul Pizzo Badile.


venerdì 7 ottobre 2011

Ritrovati pezzi del Budda sul Badile

Quando mi chiedevano dove fosse finito, pensavo lo avessero rotto e messo i cocci nello zaino (13 kg in totale), mai e poi mai avrei pensato ad un lancio dalla cima...
Sul sito valdimello.it, il racconto del suo ritrovamento.
In vetta ci durò due anni.
Che riposi in pace (anche se smembrato).

Il Budda un mese dopo il suo arrivo in vetta al Badile,
splendida giornata d'ottobre nella foto di Marco Volken,
autore del libro che racconta questa montagna

giovedì 11 agosto 2011

Alfonso Vinci, il film

Due giorni sul magnifico spigolo per girare le scene di arrampicata del film sull'eclettica figura di Alfonso Vinci. Popi Miotti ed Eugenio Pesci come cordata, Michele Radici come regista con l'aiuto di Pino Nava della commissione cinematografica del CAI. Giriamo le scene nella prima parte della via in due splendide giornate di agosto, la prima freddissima la seconda finalmente su valori estivi.

Al mattino, salendo in elicottero verso il Cengalo
Michele e Pino filmano la cordata Popi-Fish,
scena della "smorfia di approvazione"

lunedì 1 agosto 2011

Un Badile di regalo

Il figlio ed il marito regalano alla ruspante mamma Patrizia il sogno di salire in cima al Pizzo Badile il giorno del suo 56esimo compleanno. Oggi siamo soli in vetta alle 10 di mattina, dopo una salita che nella parte alta è insolitamente innevata per il primo giorno di agosto. Colpa del peggior mese di luglio che la mia memoria ricordi...

Quasi in cima nella nebbia e nella neve

domenica 6 febbraio 2011

Punta Sant'Anna, goulotte Sudest

Un canale estivo di rocce pericolose sulle pareti della cresta Punta Torelli-Sant'Anna diventa la rarissima occasione per salire una goulotte di vero ghiaccio sul versante meridionale del Masino.
Avventura invernale di febbraio con Anna Ceruti e Annalisa Bonfanti, titolo del film: Due Anne alla Punta Sant'Anna ...

La goulotte inforrata visibile al centro della foto

sabato 1 gennaio 2011

Cascate di ghiaccio, prime salite in Valmasino

La Valmasino non è un spot a 3 stelle per l'arrampicata su ghiaccio, però la sua fama estiva se la trascina anche nel periodo delle cascate, quando vengono prese d'assalto le più classiche ("Durango" e "Merdarola" in primis, sognando quando fa molto freddo la Cascata del Ferro).  Per la bassa quota il periodo migliore è comunque breve e limitato  rispetto ad altri luoghi (dicembre-febbraio per le classiche di fondovalle, fino a fine marzo per le belle e tecniche cascate di Pioda).

Nel fotodiario, alcune salite scovate e aperte in queste valli, qualcuna diventata classica negli ultimi anni ("Overcouloir", "Supermerdarola", "Couloir del Lobbia"), altre ancora da scoprire per i ripetitori che hanno voglia di camminare un po'.

1991, annata magica per i ghiacciatori;
Luciano Barbieri inizia l'"Overcouloir" al Monte Piezza,
prima salita con lui e Popi Miotti

lunedì 23 agosto 2010

Manutenzioni in quota

Un bellissimo weekend di sole al Rifugio Gianetti e in due giornate controlliamo lo stato di chiodatura delle due vie tracciate sul Pizzo Porcellizzo 3 anni fa per conto del CAI Milano: "La Iena" (6a, 6 lunghezze) e "Castelli Romani" (6a+/b, 5 lunghezze).

domenica 25 luglio 2010

Fresco sul Badile

Un mese e mezzo di calura esagerata con zeri termici intorno ai 5000 metri.
Un "piacere" dover soffrire il vento e il freddo salendo domenica sul Pizzo Badile. Con la californiana Ingrid Peterson alla sua seconda visita in valle (nella prima del piacevole climbing su "Kundalini").

martedì 6 luglio 2010

Rifugio Piacco o "Penco"

Rifugio Piacco o "Penco" (rinominato così da Giulia in onore della guida alpina Ale Penco); da diverse stagioni è la nostra dimora preferita per le giornate in alta Val Porcellizzo

giovedì 15 marzo 2007

Pizzo Cengalo, via "Gugiatti" - prima invernale

E’ un inverno che quasi tutti hanno definito "fasullo". Temperature incredibili fino a fine gennaio, poi finalmente qualche spruzzata di neve, qualche grado in meno ma comunque ancora condizioni ben diverse da ciò che ricordavamo degli anni passati.
Nei giorni scorsi, siamo saliti anche noi a goderci l’ultimo cielo limpido di una pazza stagione.

Ketty in salita verso il Rifugio Gianetti

giovedì 20 luglio 2006

Pizzo Cengalo, parete Est, vie nuove

La parete più alta della Val Porcellizzo è un bellissimo insieme di torri e pilastri separati da canalacci pericolosi dove salivano le vecchie vie. Dal 1992 al 2006 qui ho sempre scoperto qualcosa di nuovo che ci ha regalato delle belle vie, alcune diventate famose e ripetute (le fessure di "Dalai Lama" e la spittata "Don Carlos"), altre più avventurose e aperte per il puro piacere di esplorare ("Dalla via", "Gran Diedro", "Velociraptor").

Da sin. "Don Carlos" (1997), "Velociraptor" (2006),
"Gran Diedro" (1992), "Dalai Lama" (1992), "Dalla via" (1995)

sabato 24 settembre 2005

Un Budda sul Badile

Immagini e video della nostra provocazione più religiosa.
E' giusto che le vette vengano riempite di croci?

Con Mario, ideatore della faccenda, Jacopo e Giovanna, la salita del Buddino lungo la via normale del Pizzo Badile.

Un gesto che scatenerà diversi dibattiti e reazioni contrarie, tanto che la nostra statuetta di 13 kg sparirà già due anni più tardi... Evviva la tolleranza!

Uno dei tanti articoli, questo del Corriere della Sera.


lunedì 22 settembre 2003

Pizzo Cengalo, Spigolo Vinci, schiodatura

Decisione al volo, andiamo a levare gli spit che una guida alpina svizzera aveva piantato sulla via classica più bella del Masino, il capolavoro di Alfonso Vinci.
Abbiamo un solo giorno e con l'elicottero by-passiamo il Rifugio Gianetti, non vorremmo neanche che Mimmo intuisse le nostre intenzioni (ci guarderà tutto il giorno con il binocolo chiedendosi: cosa ci fanno il Merizzi, il Maspes, il Gianatti, il Micheli e l'Alessandra sullo Spigolo Vinci senza clienti?).
Troviamo spit sia alle soste che sui tiri più difficili, rompiamo quello che riusciamo ma purtroppo non riusciamo bene a tagliare i filetti dei grossi fix, per cui un lavoro non proprio preciso... ignari poi che la guida svizzera aveva chiodato a spit anche la versione integrale dello spigolo...
Comunque spero un bel monito a non fare più queste opere di ammodernamento nel nome della (falsa) sicurezza, rovinando eticamente una via di così ampio valore storico.


sabato 8 marzo 1997

Pilastro del Scingino, Cavalcorto

Un poderoso pilastro di placche su una delle cime che fanno da contorno al Cavalcorto, diventato famoso per la via "Delta Minox" di Tarcisio Fazzini e Norberto Riva, sicuramente una delle più ardite e belle vie di placca delle Alpi Centrali. La ripetei solo una volta negli anni appena dopo l'apertura, insieme a Luciano Barbieri; oggi è stata anche richiodata (solo sostituzione di spit) per il volere degli amici e famigliari di Tarcisio ma mantiene inalterato il suo fascino di via temuta, con protezioni distanti e passi obbligatori.

Sullo stesso pilastro torno qualche anno dopo in un caldo inverno, per ripetere da solo la neonata "Scarpette Chicco".

SCARPETTE CHICCO (Vago-Maccario-Pili-Calori 1996) - 400 m - 7a/A1 (6b+ obbl.)
prima ripetizione solitaria, 8 marzo 1997 in 5 ore circa, fino al 10 tiro e da qui giunzione con la via “Chi si Ferma è perduto”. Autoassicurazione su tutte le lunghezze.
Condizioni ottime, molta neve nell’avvicinamento (bivacco nel grottino alla spalla prima della parete), clima “estivo” lungo la via.
Per questi itinerari su pareti esposte a Sud e a questa quota di “media montagna” (2000-2500 metri), è difficile parlare di “invernali” nel vero senso della parola.

Scingino e Cavalcorto in veste pseudo-invernale

domenica 17 gennaio 1993

Pizzo Badile, "Totò Riina", prima salita e invernale

Una via nuova in inverno e da solo sulla mia montagna preferita, desiderio di un diciannovenne ambizioso. Così mi ritrovo appeso come un salame a metà parete Sudovest del Badile, cercando un posto per bivaccare ma trovando solo un pendio di ghiaccio inclinato dove mi scavo un piccolo gradino per passare la notte... Al mattino vado avanti un tiro e incontro un salto di ghiaccio; con una piccozza e la stanchezza per la notte in bianco decido di mollare e mi calo lungo i 6 tiri saliti il giorno prima.

Ci ritorno l'anno dopo ancora in inverno, questa volta in due cordate (con Stefano Mogavero, Danilo Grossi e i valligiani Daniele Fiorelli e Benvenuto Moré). La salita fila via liscia e per uscire passiamo per i ripidi nevai tra questo pilastro e la cresta Ovest.
Un po' goliardicamente, dedicheremo questa via alla primula rossa Totò Riina, appena catturato, non sapendo che l'anno dopo partiranno una serie di lettere ed articoli su questo "affronto" di denominare una via alpinistica ad un personaggio mafioso... Anche la RAI si interessò al problema, dedicandoci un ampio servizio sul Tg regionale.

Un articolo del Corriere della Sera.

Pizzo Badile, parete Sudovest, "Totò Riina"

mercoledì 10 luglio 1991

Pizzo Badile, "Estasi", prima salita

Con Luca Salini diretti alla temuta Est del Pizzo Badile, sospesa sopra l'orrido canalone del Colle del Cengalo. Partiamo dal rifugio Gianetti e siamo al colle all'alba, cominciando a calarci tenendoci contro la parete della Punta Sertori. L'idea è di ripetere la "Diretta del popolo" di Fazzini o la via dei "Cecoslovacchi" di Koller e Belica, ma per un errore di prospettive e un chiodo a 10 metri da terra ci infiliamo nella prima fessura che incontriamo.
Solo dopo due tiri, incontrando una sosta di calata, capiamo di esserci sbagliati, siamo più a monte delle vie che volevamo salire. Visto che la fessura prosegue verso l'alto, decidiamo però di andare avanti e con 6 chiodi al seguito cerchiamo di evitare il pensiero di un'eventuale ritirata, ormai quasi impossibile con il poco materiale che abbiamo. Una bella e rettilinea scalata in fessura ci porta con 11 tiri di corda sulla Cresta Est del Badile, dove divalliamo scendendo per le doppie della Punta Sertori.

Due anni dopo vorrei tornare sulla Est ma con Paolo Cucchi cambiamo i programmi al mattino e optiamo per una via nuova sul Cengalo ("Dalla via"). Un colpo di fortuna perchè dalla cima della via, guardando il Badile, assistiamo al franamento della parete Est proprio sulla direttiva di "Estasi", uno spettacolo inquietante pensando che quel giorno dovevamo essere su quella parete. Riuscii anche a scattare una foto che è diventata una delle cartoline del Badile più vendute in paese.

Punta Sertori e Pizzo Badile, parete Est-Nordest,
con la linea di "Estasi" (dopo la frana, foto del 2007)