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| Punta Torelli, Punta Sant'Anna e Badiletto |
giovedì 16 luglio 2009
mercoledì 1 luglio 2009
sabato 13 giugno 2009
Emirati Arabi
Di ritorno dalle montagne del Karakorum (Pakistan), due giorni di scalo forzato ci permettono di conoscere le follie degli arabi: Abu Dhabi e Dubai.
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| Il padrone |
mercoledì 10 giugno 2009
Karakorum 2009 - Link Sar
Immagini del viaggio in Karakorum (Pakistan) del maggio-giugno 2009, direzione il Link Sar, una montagna di oltre 7000 metri mai scalata e nascosta in fondo alla Charakusa Valley (area di Hushe).
Con Maurizio Giordani, Emanuel Panizza e Jacopo Compagnoni.
Ecco la mail del ritorno a casa:
Siamo tornati con qualche giorno d'anticipo dopo una breve parentesi finale di due giorni dai ricchi emirati arabi... (sciare con 48° all'esterno era un'esperienza da provare).
Sui monti pakistani il solito bel viaggio ma questa volta in condizioni invernali, sia al nostro arrivo al campo base sia quando ce ne siamo andati.
Tre settimane con il piumino addosso anche a dormire... e spalare neve è stato il mio passatempo preferito.
Nelle rare parentesi di bel tempo, dopo una cima di acclimatamento e due tentativi sul roccioso Nayser Brakk (Manuel Panizza e Jacopo Compagnoni per la via classica inglese, io e Maurizio Giordani iniziando una via nuova) abbiamo subito provato la nostra montagna "invisibile", l'inviolato Link Sar di oltre 7000 metri.
Il primo giorno di attività eravamo riusciti a passare la complicata seraccata che dava accesso alla montagna vera e propria, lasciando due tendine montate sotto il versante che avevamo individuato come il più accessibile.
Una settimana più tardi il tentativo, con Manuel e Giordani saliti fino a 6400 metri dopo diversi tiri di ghiaccio vivo in un canale di ghiaccio che si è rivelato poi troppo pericoloso per scariche di roccia e di ghiaccio. Io e Jacopo, quel giorno indisposti e "fiaccati", abbiamo girato i tacchi sotto il canale e siamo scesi alle due tendine che avevamo piazzato sotto la parete.
Due giorni dopo eravamo tutti al campo base dopo aver smontato il nostro piccolo campo 1. Per quella via poteva salire solo gente che voleva rischiarla troppo. Scartata per gli stessi motivi un'altra possibile linea più a sinistra, abbiamo deciso di abbandonare il Link Sar e pensare ad altre mete alternative, di grandi e belle montagne la zona del Charakusa è pieno.
Nello stesso giorno che Giordani e Jacopo partivano per tentare il bellissimo Drifika (6400 metri) io e Emanuel salivamo verso la base del K7 West (6500 metri), tentato da questo lato da una cordata sloveno-canadese pochi anni fa (Marko Prezelij, Steve Swenson e C.). Anche in questo caso la finestra di bel tempo è durata però troppo poco e tutto finiva con una ritirata sotto la neve.
L'ultima settimana la lenta agonia del dolce far nulla... finiti i libri e finita la neve da spalare, la persistente immobilità da spedizione ed i meteo scoraggianti che ci arrivavano via sms ci hanno convinti ad anticipare il rientro di qualche giorno. Con quelle condizioni c'era ormai poco da fare.
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| La locandina della spedizione in stile Fuorivia |
domenica 26 aprile 2009
Calabria Rock 2009 - Frascineto, Pollino
Per la terza edizione di questo meeting di chiodatura, ci incontriamo sulla costa tirrenica sulle abbondanti pareti e falesie di calcare rosso e grigio che sovrastano Frascineto Castrovillari (Falesie di Eianina).
Questa volta l'organizzazione dell'evento è in mano ai giovani climber del posto, Salvatore Franco e Imma Camodeca, che coinvolgono anche qui l'amministrazione comunale, Giovanni Cugnetto con Gaia Arrampicata, gli immancabili romani (Bruno Vitale, Bruno Bongianni e Luigi Filocamo) e gli amici di Puglia e Molise (Ricky Quaranta).
Dal Nord ci caliamo io e Max Faletti.
Nuove vie di Calabria Rock.
Settori e vie già esistenti.
giovedì 9 aprile 2009
Piz Arlas, parete Nord
Non paghi del Morteratsch di due settimane prima, con Emanuel Panizza torniamo nel gruppo del Bernina e senza una meta ben chiara saliamo la parete di misto del Piz Arlas, una probabile nuova via su ghiaccio e misto di media difficoltà.
| Arlas a sinistra e Cambrena a destra, in centro la seraccata dove siamo scesi |
sabato 21 marzo 2009
Piz Morteratsch, "Il grande freddo", prima salita
La Est del Morteratsch, una delle sintesi più belle di quello che chiamo "il mio alpinismo": parete mai salita, marcia e repulsiva, da affrontare solo in un particolare momento dell'anno con le moderne tecniche di arrampicata su misto.
Con Emanuel e Christian ci alterniamo a cercare la via su questa muraglia in una delle più fredde giornate mai sentite in montagna... -10° a 2000 metri, noi intorno ai -25°.
Report - Planetmountain
domenica 8 marzo 2009
Tatra - Winter
Viaggio nei Tatra in inverno, cercando ghiaccio, erba e misto.
Con Christian Turk e Paolo Galli, ospiti e guidati da Igor Koller, Jaro Michalko e altri scalatori slovacchi.
mercoledì 25 febbraio 2009
Valmalenco, ghiaccio
giovedì 12 febbraio 2009
sabato 18 ottobre 2008
domenica 5 ottobre 2008
Cimaganda Bloc Fest
Dopo anni di frequentazione dell'area blocchi di Cimaganda, mi venne l'idea di organizzare un raduno conoscitivo del luogo e trovai la disponibilità del Comune di San Giacomo Filippo nella veste del suo sindaco e dell'assessore Bianca Bianchini.
Con Andrea Pavan, il valorizzatore del luogo Davide Grassi Monti e Matteo Foglino ci occupammo della parte tecnica, una nuova mappa e l'invito di un big del momento (l'austriaco Bernd Zangerl), mentre per la parte logistica ci appoggiammo all'Agriturismo "La Sosta" che avrebbe ospitato la festa musicale del sabato sera, curata da Andrea "Ketty" Barbieri.
Un raduno piuttosto "fresco", ad ottobre le temperature serali erano già in picchiata, ma che con pochi mezzi riuscì a coinvolgere circa 200 persone nella giornata di domenica, tra boulderisti, abitanti del luogo e ragazzini che vollero provare questa divertente attività con il consiglio degli esperti.
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| La prima guida di Cimaganda |
lunedì 29 settembre 2008
Corno di Airale, "Take your mama", prima salita
Qualche anno prima con Giuseppe Miotti e Roberto Agnelli avevo attaccato la struttura più evidente dei Corni di Airale, sopra il Rifugio Bosio, lungo una grande placca sovrastata da una torre strapiombante di roccia bianca e nera. Superai solo la placca, poco proteggibile, poi ci calammo, lasciando negli anni successivi l'esplorazione dei corni a Mario Sertori e C. (ma minacciandolo di ritorsioni se mi toccava "la placca" :-)
Torno nel 2008 con Max Faletti e completiamo questa bella e divertente via interamente da proteggere a parte qualche chiodo alle soste. Il nome è una bellissima canzone dei Scissor Sisters.
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