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domenica 20 marzo 2005

Punta Ferrario, "Hidargos" - prima salita e invernale

Partiamo mercoledì 16 marzo e saliamo in 5 ore al bivacco Manzi-Pirotta in alta Val Torrone. Con me ci sono Fabio Salini e Giuliano Bordoni.

Obiettivo per i prossimi due giorni è di tentare di ripetere la “via del Centenario CAI” (o via dei Monzesi), aperta da Vasco Taldo, Josve Aiazzi e Angelo Pizzocolo nel 1963 in due giorni di scalata. Si tratta di una delle vie dure storiche della zona, insieme al Picco Luigi Amedeo la più impegnativa del Masino in quegli anni, con un lungo muro strapiombante da superare tutto in arrampicata artificiale lungo una lineare fessura di 3 tiri (A2/A3). La via conta pochissime ripetizioni, che io sappia non più di 5 o 6 e la più recente è quella del sondriese Paolo Cucchi e di Salvatore Giuliano qualche estate fa.

Il 17 marzo ci avviciniamo alla parete e attacchiamo lo zoccolo dapprima lungo una fessura con qualche chiodo (“Diedro dei Cecoslovacchi” del 1980) poi aprendo due tiri nuovi (6b obbligatorio) per evitare una zona ghiacciata, giungendo sulle cenge sotto al muro giallo. Saliamo ancora 2 tiri di corda che ci portano all’inizio della fessura strapiombante e lasciamo qui tutto il materiale che ci servirà domani per proseguire, fissando le nostre 3 corde (2 da scalata e una statica) lungo il 5° tiro e sullo zoccolo.
Nel pomeriggio ritorniamo al bivacco Manzi-Pirotta e passiamo la notte qui. Tempo fantastico e caldo fino al pomeriggio, quasi a livelli di temperatura estiva, poi ventosissimo per qualche ora.

Il 18 marzo siamo all’alba a risalire le fisse in parete e alle 8 di mattina, alla base del tratto dove dobbiamo proseguire, constatiamo la rottura di una delle nostre 2 corde da scalata. Nostro malgrado rinunciamo a proseguire sulla “via del Centenario” in quanto sarebbe troppo pericoloso superare tutto il muro strapiombante con una sola corda da 8 mm e una corda statica. Decidiamo però di traversare verso lo spigolo destro della parete per cercare di raggiungere la via della parete Est-Sudest (Bernasconi – Bignami – Meroni 1952) e provare a salire in cima.

Dopo 3 tiri nuovi lungo placche e un grande diedro obliquo (6a max) raggiungiamo lo spigolo dove passa una via sconosciuta aperta pochi anni fa da Paolo Cucchi e Antonio Taglialegne, spostandoci un poco a destra per prendere una linea di diedri e fessure che sembra salire lungo tutto il muro fino in cima. Da qui siamo su terreno vergine e superiamo 3 faticosi e lunghi tiri di corda con passaggi delicati ed esposti (passo chiave 6b+ obbligatorio protetto da un copperhead) fino a raggiungere di nuovo lo spigolo e a ricongiungerci con l’uscita della “via del Centenario”. In altre 2 ore seguiamo i tiri finali e siamo in vetta. Scendiamo lungo la parete Ovest con 4 corde doppie e rientriamo in Val di Mello alle ultime luci del giorno.

Giornata fantastica e calda, peccato aver dovuto arrampicare con lo zaino e tanto materiale al seguito che avremmo dovuto utilizzare sulla nostra idea originale. Ridicolo forse parlare di ascensione invernale, a parte qualche cengia nevosa in scioglimento le condizioni erano decisamente estive.

In totale abbiamo superato 8 tiri nuovi + 5 delle altre vie della parete, circa 600 metri di sviluppo con difficoltà massime fino al 6b+ obbligatorio esposto. Sulla via nuova, chiamata “HIDARGOS” è rimasto solo il copperhead che protegge il passo più difficile.


venerdì 28 gennaio 2005

La Cascata del Ferro

Pur vivendo in valle da una ventina d'anni, solo una volta sono riuscito a salire la più bella cascata di ghiaccio della zona. Vista l'esposizione Sud, deve fare molto freddo per molti giorni.
Con Jacopo saliamo di corsa e slegati mentre la cascata si sta già sciogliendo, evitando solo il primo tiro non formato (entriamo nel flusso passando dalla placca di sinistra).

martedì 29 giugno 2004

Karakorum 2004 - Pecore Nere

Nell'anno delle celebrazioni per il cinquantenario della prima salita del K2, siamo probabilmente tra i pochi alpinisti italiani che vanno in Karakorum a fare altro; per questo ci chiamano "Le pecore nere"...


lunedì 10 maggio 2004

Melloblocco 2004

La prima edizione del Melloblocco ed il primo video ufficiale, interamente girato da solo.



domenica 18 aprile 2004

mercoledì 31 marzo 2004

Cerro Torre, via Egger-Maestri, dibattito

Sulla via più misteriosa del mondo mi espressi in un'intervista sulle pagine montagna del quotidiano "La Provincia" curate dal validissimo Giorgio Spreafico che negli anni successivi scriverà un libro sulla questione.
Ne seguì un alzata di voce di basso livello con Ermanno Salvaterra sulle pagine dei forum, mi restò la convinzione di volerci credere anche se oggi le prove continuano a dire di no all'esistenza di questa incredibile impresa.




martedì 14 ottobre 2003

Alpe Gera e Campo Moro, vie nuove


Arrivare a 2000 metri in auto, qualche minuto a piedi e cominciare la scalata di compatte placconate di ottima roccia alte fino a 350 metri. Una fortuna per la Valmalenco e i suoi frequentatori quella di poter disporre di un terreno di gioco estivo di comodo accesso, immerso in una bellissima cornice ambientale e ricco di svariate possibilità per gli arrampicatori che vengono in zona per scappare dalla calura estiva. Un po’ penalizzata per le arrampicate invernali data la mancanza di interessanti pareti di bassa quota, la Valmalenco e la Val Lanterna si riscattano più avanti ed offrono un vasto potenziale per arrampicare dalla tarda stagione primaverile fino all’inizio di quella autunnale, finché la prima neve non fa capolino sulle cime più basse del massiccio del Bernina.  

lunedì 22 settembre 2003

Pizzo Cengalo, Spigolo Vinci, schiodatura

Decisione al volo, andiamo a levare gli spit che una guida alpina svizzera aveva piantato sulla via classica più bella del Masino, il capolavoro di Alfonso Vinci.
Abbiamo un solo giorno e con l'elicottero by-passiamo il Rifugio Gianetti, non vorremmo neanche che Mimmo intuisse le nostre intenzioni (ci guarderà tutto il giorno con il binocolo chiedendosi: cosa ci fanno il Merizzi, il Maspes, il Gianatti, il Micheli e l'Alessandra sullo Spigolo Vinci senza clienti?).
Troviamo spit sia alle soste che sui tiri più difficili, rompiamo quello che riusciamo ma purtroppo non riusciamo bene a tagliare i filetti dei grossi fix, per cui un lavoro non proprio preciso... ignari poi che la guida svizzera aveva chiodato a spit anche la versione integrale dello spigolo...
Comunque spero un bel monito a non fare più queste opere di ammodernamento nel nome della (falsa) sicurezza, rovinando eticamente una via di così ampio valore storico.


martedì 19 agosto 2003

Sentinella della Vergine, Disgrazia, nuove vie

Nel mese di agosto tracciamo tre vie a spit sulla parete della Sentinella della Vergine, due confezionate per i ripetitori ("Cassandra Crossing" e "El Porro") ed una un po' più ingaggiosa ("Placanica").
Sulla parete saliva solo una via di Gerry Redepaolini e Umberto Pellegrini (via "Carlo Giuliani").
Ottime scalate semi-plaisir in ambiente di montagna glaciale, con avvicinamento non esagerato che consente anche di salire in giornata da Chiareggio (2 ore) senza dover dormire ai rifugi del Ventina.

La parete vista dal ghiacciaio del Ventina

domenica 10 agosto 2003

Bernina, Cima di Caspoggio e Cime di Musella

L'esplorazione delle pareti di roccia scalabili nel gruppo del Bernina ci porta a cavallo tra i versanti del Rifugio Carate e quello del Rifugio Bignami.
Sulla Cima di Caspoggio troviamo due zone di roccia buona per due vie aperte in stile classico, una in compagnia dell'esperto sloveno Peter Podgornik che è qui in Valmalenco a trovare degli amici.

Sulle Cime di Musella, già percorse da alcune vie sia classiche che semi-moderne (2 vie di Mario Vannuccini e C.), cerchiamo invece una linea difficile da aprire con trapano e spit, un tentativo di 3 tiri che è lì ancora da terminare.


venerdì 20 giugno 2003

Val Sassersa, vie nuove

Con Paolo Marchiaro e Alessandra Gianatti in giro verso i laghi di Sassersa sovrastati dal Pizzo Rachele; in due giorni inventiamo due belle e divertenti vie non attrezzate (solo protezioni veloci) su ottimo serpentino rosso e ruvidissimo. Una zona ancora da rivedere per cercare bella roccia.

sabato 22 febbraio 2003

Sasso Moro, "Senza Pietà", prima salita

In solitaria sulla parete Sudest del Sasso Moro, un insieme di salti e di cascate di ghiaccio che si alternano a lunghi tratti di misto, quasi mai in condizioni. Ho lungamente cercato questa salita, aspettavo solo le condizioni migliori per affrontarla: ghiacciata al punto giusto e con ridotti pericoli di slavine.


venerdì 17 gennaio 2003

Ghiaccio su roccia in Val Lanterna

Le linee di misto-ghiaccio salite sulla Parete della Diga a Campo Moro

(da planetmountain.com - foto di Giovanni Pagnoncelli)

Tornato dalla suo viaggio patagonico, Luca Maspes "Rampikino", insieme a un gruppo di amici, si è dedicato con picche e ramponi alla salita invernale di diverse vie di roccia "estive", nelle "sue" zone dell'alta Val Lanterna (SO). Vie che come dice Rampikino "Ora si presentano (ma chissà per quanto) in condizioni per salite su ghiaccio (poco) e terreno misto (tanto)".
Il tutto dal 22/12/02 al 17/1/2003.