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domenica 3 febbraio 2002

Musella, prima salita del Pollice, invernale "Spigolo Asimmetrico"

Il Pollice di Musella e il Sasso Moro
Due giorni dopo l’avventura sul Gluschaint il meteo è invitante: alta pressione che significa caldo e cielo blu. Venerdì, mentre riposo le gambe ancora affaticate dalla salita di due giorni prima, sono a computer per inventare qualcosa per il week-end; mi torna in mente la zona delle Cime di Musella: belle pareti ora pulite, roccia buona, avvicinamento relativamente comodo, esposizione meridionale, tutti buoni ingredienti per passare due giornii nvernali nei dintorni del Rifugio Carate. Con Popi Miotti e Marco Colombo.


Popi da capocordata sul Pollice di Musella

Marco Colombo sullo "Spigolo Asimmetrico" (M.Vannuccini e C.) alle Cime di Musella

Popi nell'ultimo diedro dello "Spigolo Asimmetrico"
  
  

mercoledì 30 gennaio 2002

Piz Gluschaint, "Delicatezze", prima salita


Passata la lunga fase delle cascate di ghiaccio, quest’inverno bruscamente frenata dall’innalzarsi delle temperature a febbraio, i pensieri e i progetti cominciano a spostarsi verso l’alto, verso quell’alpinismo invernale di roccia, ghiaccio e di buon impegno. Con l’amico Giovanni Ongaro, appena reduce dall’ennesimo viaggio in Patagonia, saliamo con gli sci verso l’abbandonato Rifugio Entova-Scerscen in una giornata decisamente calda e propizia per pensare ad una piacevole scalata del giorno successivo.

domenica 7 ottobre 2001

Val di Mello, climbing

Fotodiario di oltre 20 anni di arrampicate nella valle, dalla mia infanzia sino ai giorni nostri.

Mello classic foto 1: Maura su "Lucertole al sole"

Sulla fessura sopra la partenza di Kundalini

Precipizio e Qualido in inverno

domenica 9 settembre 2001

Oceano Irrazionale, invito a cena per sole ragazze

L'ultima edizione della grande festa sul Precipizio degli Asteroidi organizzata da Jacopo Merizzi.
Questo video confezionato da Frigio (Andrea Frigerio) e ripreso "ad cazzum" - senza regia - insieme a lui, è stato presentato al Filmfestival di Trento nell'edizione del 2002.

mercoledì 22 agosto 2001

Cormor, Val Lanterna

Per me che provengo dall’alpinismo e dall’arrampicata, trovarsi in discesa, con una muta da sub, nel buio della montagna è stata una sorpresa senza eguali. 
Una grotta-canyon scoperta così per caso… 
Con Massimo Sala volevamo scendere lungo la valle per esplorare la parte bassa del torrente ricoperta di enormi blocchi rocciosi, un “gioco” divertente che ci avrebbe rinfrescato in quell’afosa giornata di agosto. Una volta all’inizio delle calate, in quel lungo tratto verticale che pensavamo fosse completamente asciutto, è arrivata invece la sorpresa di scoprire un torrente sotterraneo che all’epoca prima della costruzione delle dighe era probabilmente un vero e proprio fiume tumultuoso. La forza delle acque aveva “lavorato” un canale sotterraneo di grandi dimensioni, con cunicoli e pozze d’acqua, così abbiamo deciso di seguirlo. Lungo la prima discesa con Jacopo Merizzi e Marino Tonni ci siamo trovati di fronte a molti punti interrogativi: proseguire calandoci con il poco materiale che avevamo con noi? Senza sapere se la grotta avrebbe avuto un suo sbocco dove saremmo passati? Senza possibilità di risalire con l’unica corda che avevamo con noi? Evitando solo un breve tratto che abbiamo esplorato nella seconda discesa con attrezzatura più adeguata (trapano e spit, corde statiche, pile speleo, muta intera) abbiamo deciso di continuare le calate che ci hanno portato fino al verde laghetto finale sul fondo del vallone. Una sensazione incredibile quella di viaggiare all’interno della montagna! L’avventura della scoperta lascia ora spazio ad un percorso attrezzato e conosciuto, già ripetuto più volte, senza più l’ignoto della prima discesa ma decisamente meritevole di una visita.

Le foto e i video sono stati ripresi in diverse discese compiute successivamente.

sabato 17 giugno 2000

Ieri e oggi sulla Torre Re Alberto

Dalla Val di Mello alla vetta della Torre Re Alberto passando per una via nuova sulla Punta Meridionale del Cameraccio. Storia e ripetizione del passaggio più difficile di Giusto Gervasutti.



giovedì 1 giugno 2000

Picco Luigi Amedeo, "Elettroshock"

Una via di Tarcisio Fazzini che ho sempre amato, piuttosto atipica nel Masino "regno delle placche" e così una via che ti spompa fino alla fine.

La prima volta la salii con Teo Colzada, poi qualche anno dopo in velocità con l'amico parmense Stefano Righetti... e infine la salita solitaria del giugno 2000 di cui feci un video e scrissi qualcosa su planetmountain

La storia del Picco e di questa via sull'annuario UP 2007

La prima volta sulla grande lama di "Elettroshock"

lunedì 28 febbraio 2000

Val Lanterna, ghiaccio


Per 3 anni vivo a Lanzada in Valmalenco, all'inizio della laterale Val Lanterna. In inverno ripeto le cascate di ghiaccio della zona e ne cerco alcune ancora da salire. A questo luogo dedicherò un articolo sull'arrampicata su ghiaccio per la rivista "Su Alto", uscito nel 2000:

lunedì 20 dicembre 1999

"La via del Tarci", il mio ricordo

Nel dicembre 1999 uscì il libro "La via del Tarci", curato da Giuseppe Popi Miotti per volere della famiglia di Tarcisio Fazzini, l'alpinista di Premana scomparso su una cascata di ghiaccio nel 1991.
Nel libro tutti i ricordi di chi l'ha conosciuto e le fantastiche vie tracciate da questo innovativo arrampicatore che ammiravo nei primi periodi che scalavo in Valmasino.
Un modello da seguire per la ricerca di alpinismo e arrampicata esplorativa qui nelle Alpi Centrali.


domenica 1 agosto 1999

Karakorum 1998 e 1999 - relazioni

I disegni di Maurizio Giordani delle nostre quattro prime salite su cime mai salite nelle Valli del Charakusa (1998) e Khridas (1999).

Charakusa, Kopra Peak (5300 m c.), prima salita della cima
Maurizio Giordani, Luca Maspes, Natale Villa 1998
stile alpino - diff. VI+/A1

sabato 17 luglio 1999

Karakorum, Honbrok Valley

Rimaniamo in due, io e “Pala”, per le ultime due settimane da impiegare a nostro piacimento in questa lunga spedizione. In paese ad Hushe ci parlano tanto di questa cima che apprezzo già per lo splendido nome: Cigarette Peak.
Sta aspettando me questa montagna mai salita e in cima ci fumerò una sigaretta, dai Pala che si va!”.
Bastano due giorni di cammino per capire il perché nessuno era ancora riuscito a fumarsi questa gigante piramide ghiacciata di oltre 6000 metri. Seraccate ripidissime e attivissime sbarrano i suoi fianchi e offrono il peggior puzzle da completare per chi vorrà in futuro cimentarsi. Cambio d’idea e cambio di programma, e pensare che recentemente qualche sponsor vorrebbe almeno una programmazione di almeno 5 anni per sganciarti poi i soldi. Io non so neanche che cosa farò la mattina dopo, figurati se devo pensare a montagne da salire per 5 anni di seguito. E rinunciare così al bello di questi viaggi alpinistici, da godersi con un semplice vagabondaggio.

venerdì 9 luglio 1999

Karakorum, Khridas Valley

Decidevamo di non entrare nella Nangmah Valley, “troppo” frequentata negli ultimi anni (circa 10 persone ogni stagione...) e puntavamo le nostre attenzioni alla valle meno esplorata del mondo, quella dove neppure i Pakistani più affamati di stambecchi erano mai riusciti a portarsi fin lassù.
Con sei portatori, gli unici disponibili per l’avventura, alleggeriti del loro fardello ed ora alla nostra pari, agevolati dalle corde fisse che sistemavamo nel tratto roccioso che sbarrava la valle, eravamo finalmente su a contemplare la scoperta di un ennesimo microcosmo di granito.
I nuovi compagni mi avevano raggiunto a fine giugno (Maurizio Giordani, Natale Villa e Lorenzo "Pala" Lanfranchi) e portavano con loro il bel tempo che non era quello delle Alpi ma forse quello che avevano preso in volo sopra la Russia o non so dove...
Finalmente un po’ di caldo.  

mercoledì 2 giugno 1999

Karakorum, Chogtoi Glacier, "Indian Arete" e Simo Peak

La mia seconda spedizione in Karakorum durerà due mesi, con due gruppi diversi e con due zone diverse da visitare.
La prima parte del viaggio è nel Chogtoi Glacier, una laterale del Baltoro che finisce sotto le pareti Nord dei Latok e dell'Ogre. Sono con Emanuele Pellizzari, Gianni Zappa, Massimo Sala ed il geologo Paolino Biffi, aggregato a cercar minerali.

Il video del tentativo all'"Indian Arete" del Latok III, qualche foto (in bassa risoluzione) ed il racconto dell'esperienza di Emanuele "Kinobi" Pellizzari.