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domenica 1 agosto 1999

Karakorum 1998 e 1999 - relazioni

I disegni di Maurizio Giordani delle nostre quattro prime salite su cime mai salite nelle Valli del Charakusa (1998) e Khridas (1999).

Charakusa, Kopra Peak (5300 m c.), prima salita della cima
Maurizio Giordani, Luca Maspes, Natale Villa 1998
stile alpino - diff. VI+/A1

sabato 17 luglio 1999

Karakorum, Honbrok Valley

Rimaniamo in due, io e “Pala”, per le ultime due settimane da impiegare a nostro piacimento in questa lunga spedizione. In paese ad Hushe ci parlano tanto di questa cima che apprezzo già per lo splendido nome: Cigarette Peak.
Sta aspettando me questa montagna mai salita e in cima ci fumerò una sigaretta, dai Pala che si va!”.
Bastano due giorni di cammino per capire il perché nessuno era ancora riuscito a fumarsi questa gigante piramide ghiacciata di oltre 6000 metri. Seraccate ripidissime e attivissime sbarrano i suoi fianchi e offrono il peggior puzzle da completare per chi vorrà in futuro cimentarsi. Cambio d’idea e cambio di programma, e pensare che recentemente qualche sponsor vorrebbe almeno una programmazione di almeno 5 anni per sganciarti poi i soldi. Io non so neanche che cosa farò la mattina dopo, figurati se devo pensare a montagne da salire per 5 anni di seguito. E rinunciare così al bello di questi viaggi alpinistici, da godersi con un semplice vagabondaggio.

venerdì 9 luglio 1999

Karakorum, Khridas Valley

Decidevamo di non entrare nella Nangmah Valley, “troppo” frequentata negli ultimi anni (circa 10 persone ogni stagione...) e puntavamo le nostre attenzioni alla valle meno esplorata del mondo, quella dove neppure i Pakistani più affamati di stambecchi erano mai riusciti a portarsi fin lassù.
Con sei portatori, gli unici disponibili per l’avventura, alleggeriti del loro fardello ed ora alla nostra pari, agevolati dalle corde fisse che sistemavamo nel tratto roccioso che sbarrava la valle, eravamo finalmente su a contemplare la scoperta di un ennesimo microcosmo di granito.
I nuovi compagni mi avevano raggiunto a fine giugno (Maurizio Giordani, Natale Villa e Lorenzo "Pala" Lanfranchi) e portavano con loro il bel tempo che non era quello delle Alpi ma forse quello che avevano preso in volo sopra la Russia o non so dove...
Finalmente un po’ di caldo.  

mercoledì 2 giugno 1999

Karakorum, Chogtoi Glacier, "Indian Arete" e Simo Peak

La mia seconda spedizione in Karakorum durerà due mesi, con due gruppi diversi e con due zone diverse da visitare.
La prima parte del viaggio è nel Chogtoi Glacier, una laterale del Baltoro che finisce sotto le pareti Nord dei Latok e dell'Ogre. Sono con Emanuele Pellizzari, Gianni Zappa, Massimo Sala ed il geologo Paolino Biffi, aggregato a cercar minerali.

Il video del tentativo all'"Indian Arete" del Latok III, qualche foto (in bassa risoluzione) ed il racconto dell'esperienza di Emanuele "Kinobi" Pellizzari.




mercoledì 1 luglio 1998

Karakorum, Charakusa Glacier

La mia prima spedizione sulle montagne del Pakistan, passando per Hushe e in fondo al ghiacciaio del Charakusa, all'epoca ancora pochissimo esplorato.



venerdì 20 febbraio 1998

Picco Darwin, "Il naufragio degli argonauti", prima invernale


E’ stata l’ultima faticaccia invernale di una stagione molto intensa dal punto di vista alpinistico.
Dopo le cascate di ghiaccio, le vie di misto e le belle ascensioni al Bianco e sul Pizzo Palù mi mancava un’impegnativa via di roccia per sigillare l’inverno 1997/98.
Sono partito con l’amico Giovanni Ongaro, reduce dalla sua bellissima e ricca avventura sulle montagne patagoniche. Il nostro obiettivo era la parete Sudest del Picco Darwin, posta in alta Val Cameraccio (Val di Mello) e salita per la prima volta nel 1977 da Ivan Guerini, Guido Merizzi, Vittorio Neri e Mario Villa. Un itinerario decisamente impegnativo, situato in uno degli angoli più sperduti e meno frequentati dell’intera Val Masino.

giovedì 12 febbraio 1998

Piz Palù, Direttissima Bumiller, invernale

Con Diego Fregona vogliamo ripetere in inverno la via diretta sul bastione roccioso dello Sperone Bumiller al Palù (di R.Nottaris e C. nell'inverno del 1976 in due giorni di scalata) ma quando arriva l'alba ci accorgiamo di aver salito una nuova linea più a destra (circa 10 tiri su roccia e un po' di misto).
Raggiunto il classico Sperone Bumiller, proseguiamo direttamente sul filo con divertenti tratti di misto e dry tooling,  superando infine il seracco e sbucando alle ultime luci del giorno sul plateau del Palù centrale dopo 13 ore di scalata.

giovedì 22 gennaio 1998

Anticima del Cavalcorto, "Il Canalino", prima salita

Curato per diversi anni, l'ironica denominazione de "Il canalino" è in realtà una salita di ampio spessore su tutti i tipi di arrampicata mista (ghiaccio, ghiaccio sottile, erba "turf" e misto roccia in camini profondi).
Una lunga avventura riuscita in due cordate, con il bresciano Claudio Inselvini, il bergamasco Diego Fregona e "Popi" Miotti con il quale in precedenza avevo già compiuto un tentativo. Sono circa 15 lunghezze di corda ed il divertimento comincia nella parte alta, sopra la cengia mediana.
Discesa in doppia notturna fino alla cengia, con un incidente a Claudio (coscia contusa da un grosso fungo di neve crollato), poi divallati per la Val del Ferro fino al parcheggio della Val di Mello.

Il Canalino su facebook negli archivi ritrovati di Popi.

domenica 28 settembre 1997

Val di Zocca 1997, vie nuove


Ad inizio agosto del 1997, mentre festeggiamo il mio compleanno al Rifugio Allievi-Bonacossa, parte l'idea di metterci ad aprire vie moderne spittate nei luoghi dove l'alpinismo classico non era ancora passato. Complici due mesi di bel tempo, io e Giovanni Ongaro restiamo in villeggiatura al rifugio con il nostro potente trapano "modificato". 
Nascono così le vie che ora sono tra le più ripetute della zona.


sabato 30 agosto 1997

Quota 3228, invernali, solitarie e vie nuove

Un piccolo gioiello incastonato tra due superpotenze come la Punta Allievi e la Cima di Castello. Sulla Quota 3228, chiamata anche Punta Baroni, ci sono solo vie di classe di epoche diverse.
L'ho visitata la prima volta in invernale con Moreno Fiorelli, salendo la via più recente del periodo ("Isippazzo", di D.Galbiati e C.) e uscendo per la via degli Inglesi ("Via Senza Sole"). Ci tornai in solitaria per ripetere la via "Città di Sondrio", all'epoca tra i più difficili itinerari della Val di Zocca, una solitaria veloce ma delicata, anche a causa della roccia da stare attenti.
Infine, nel 1997 spittaiolo, io e Giovanni Ongaro ci concedemmo un break dal trapano salendo un nuovo itinerario centrale che si rivelò piuttosto impegnativo, sempre arrampicata "aperta" su parete quasi verticale, protetta da nuts e friends di piccole misure piazzati su lame solide ma dal suono inquietante. "Mondi Sommersi" non ne uscì come la vera via direttissima perchè in alto trovammo una scappatoia sulla sinistra del difficile muro sommitale.

lunedì 25 agosto 1997

Costiera dell'Averta, ripetizioni e vie nuove

Le scalate sulla Costiera dell'Averta

1992: "Giulia Dream", prima ripetizione
con Luca Salini di questa esposta via di Tarcisio Fazzini

lunedì 28 luglio 1997

Grand Capucin, "Voyage selon Gulliver", prima solitaria (?)

GRAND CAPUCIN (3838 m)
parete Sud-Est
via “VOYAGE SELON GULLIVER” (Michel Piola-Pierre Alain Steiner 1982)
400 m
ED+
diff. max 7a+ e A1 (3 pendoli)

Ripetizione in solitaria (prima solitaria ?) in circa 5 ore (dalle cengie Bonatti fino ad un tiro dalla cresta) - autoassicurato su due terzi dell’itinerario.

sabato 3 maggio 1997

"La Spada nella roccia", prima solitaria

Prima ascensione solitaria di "La spada nella roccia" (O. e T.Fazzini, N.Riva 1989) in circa 10 ore di arrampicata effettiva, il 2 e 3 maggio 1997.
Bivacco su portaledge alla base della grande lama di centro parete.
Autoassicurazione quasi totale ad eccezione delle prime 3 lunghezze.
Difficoltà originali della via, VIII e A4 (VIII- obbligatorio, ABO).

A metà della "foglia" (foto Andrea Innocenti)