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venerdì 1 novembre 2002

Patagonia: Cerro Hermoso e San Lorenzo

Il viaggio è cominciato il 18 ottobre con destinazione la zona del San Lorenzo dove io ed il mio compagno Diego Fregona, Guida Alpina di Castione della Presolana (Bg), abbiamo trascorso circa 20 giorni di permanenza. Avvicinamento dal lato argentino (Perito Moreno - Lago Posadas - Valle del Rio Oro) e campo base sotto il versante NE della montagna, uno dei possibili obiettivi della nostra vacanza. Le condizioni generali erano primaverili, con molta neve ma poco vento e giornate calde.

Il versante Nord del Monte San Lorenzo

Il 1° novembre abbiamo salito un versante inviolato (Ovest) di una delle tre cime del Cerro Hermoso, una cima vergine che abbiamo ribattezzato "Cumbre Silvia". 10 ore dall'attacco, in stile leggero, 1000 metri circa con difficoltà nella parte alta di misto, ghiaccio (70° max) e roccia (V+). Discesa per una valle sconosciuta che ci ha impegnato più della salita.

Diego in vetta al Cerro Hermoso, "Cumbre Silvia"




Una giornata di riposo poi siamo saliti alla base del San Lorenzo dove abbiamo bivaccato in una cueva di neve sul filo di cresta che precede la parete. Il 4 novembre avvicinamento alla parete e tentativo lungo la fantastica linea di ghiaccio del muro Nordest, l'unica via relativamente al riparo dalle scariche del grosso seracco che borda per quasi 10 km l'intero versante Est del San Lorenzo. La via era già stata tentata alcune volte da cordate francesi ed il miglior tentativo, saliti fino a 2/3 della parete di 1800 metri, è stato quello di Simon Destombes e Jean Annequin nel febbraio 1999. Io e Diego abbiamo attaccato all'alba e dopo 100 metri su ghiaccio e funghi nevosi, la ritirata a causa del caldo eccessivo e delle scariche di ghiaccio e roccia che spazzavano la parete già al mattino presto.

La via è stata in seguito ritentata un mese più tardi da un gruppo svizzero di cui faceva parte David Fasel (primo salitore invernale della via dei Ragni al Cerro Torre, insieme a Crouch, Sigriest e Ulrich). Anche per loro stessa sorte, rimandati a casa dallo stesso problema delle scariche una volta giunti all'attacco. In ultimo un altro tentativo al versante Est del San Lorenzo proprio nei giorni scorsi da un altro gruppo francese, su una linea a sinistra della Cresta Est (l'unica e difficile via di salita dal lato argentino della montagna, aperta dai Sudafricani nel 1986 e ripetuta in seguito solo due). Info su www.tvmountain.com. Credo che la parete possa essere tentata in periodi invernali o con freddo e buon innevamento, in quanto la roccia cattiva non permette di salire se non lungo la linea di cascate ghiacciate, rampe nevose e terreno misto che porta fino alla cima.



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